31/10/08

Montalcino

Un luogo che raccoglie in sè tutto il bello ed il brutto del mondo vino. Polemiche e non, sotterfugi e strumentalizzazione, furberie all'italiana ed il terrificante ed italico "marciarci sopra". Anche, però, artisti dell'enologia e della viticoltura, nettari prelibati e compagni di serate indimenticabili. Terra che al solo sguardo ti comunica che lì il vino non può essere che buono. Paesaggi mozzafiato a trecentosessanta gradi. Un borgo tra i più interessanti della Toscana tutta. La splendida S. Antimo. Luogo dove si sta bene perchè lo stress è lontano e, in posti come questi, ti concedi un piacere in più. E' qui che ho acquistato una bottiglia di Moscadello di Montalcino vendemmia tardiva. Anche un Brunello ma non lo ho ancora aperto...
Ecco che ritrovi nel bicchiere quello che ti è stato raccontato come un'esperienza da fare. Giallo oro antico. Brillante. Quando lo avvicini al naso l'impatto è intenso ma delicato, elegante. La quantità di ricordi che si sprigionano dal calice, tutti, comunque lievi e delicati., è enorme. Il "profumo di moscato", la frutta candita e secca, i fiori secchi. Poi il burro, la vaniglia ed anche la camomilla. In bocca continua ad essere delicato ed elegante, non troppo caldo e con un finale piacevolmente lungo.
Azienda agricola Capanna Moscadello di Montalcino Vendemmia tardiva 2005.
Lo consiglio davvero perchè ti lascia, anche dopo un po' di tempo, piacevoli ricordi. Consiglio di provare ad abbinarlo, oltre ai dolci, anche ad un formaggio erborinato.


Elisa Luce

29/10/08

Osteria Le Braci

S. Donato in Perano Gaiole in Chianti ( SI )
E’ una serata freschina quando ci infiliamo in questo posticino, immerso nella quiete di svariati ettari di vigna. Ambiente caldo, semplice l’arredo e piuttosto pieno. Come dice il nome stesso piatto principe è la grigliata. Dico subito che raramente mangio la fiorentina al ristorante in quanto, avendo io stesso un ottimo fornitore di carne, frollata al punto giusto, preferisco mangiarmela a casa, cotta sul camino, senza il peso di dover guidare dopo per tornare sano e salvo a casuccia. ( d’obbligo una bottiglia di chianti classico riserva o un brunellino, per cui fate un po’ voi...). Torniamo a noi, comunque, perchè questi pensieri mi corrompono l’animo... Dicevo sala semplice e non eccessivamente bella ma l’accoglienza piacevole ed il buon servizio lo sollevano un po’. Sfortunata la serata in quanto in sala sono presenti svariati bambozzi che, ovviamnete, dopo un po’ si annoiano ed iniziano a far confusione. Prendiamo l’antipasto ( crostino toscano e crostini misti ) e lo troviamo abbastanza buono e tipico, in ogni caso abbondante.
Poi passiamo alle grigliate miste di carne e di verdure. Qui possiamo dire che oltre alle quantità da reggimento anche come qualità siamo su buoni livelli. Dopo aver ripulito per bene i piatti ci resta solo lo spazio per un grappino ed un caffè per rimetterci in piedi.
Vino. Solo vini aziendali. Si opta per un Chianti Classico ’05. Poco colore ( cosa che apprezzo, in genere in un chianti...), rubino vispo e consistenza non eccessiva. Profumi di spezia in primo piano, poi frutta rossa. Non una grande finezza nè complessità. Sorseggiato conferma bene ciò che si è gia sentito ed il finale un po’ poco aggraziato delude un po’. Mi ricordavo una buona Riserva, ma questo base non mi entusiasma.
In definitiva? Direi che è un buon posto per una chiaccherata invernale con qualche amico, magari in serate poco affollate.
Pro: porzioni abbondanti e prezzi onesti
Contro: scarsa scelta di vini ( si dichiara wine bar ma ha solo vini aziendali..),
Prezzo:45-55 euro a coppia

Zucchero Per colpa di chi


22/10/08

Tutti a scuola

Ma quando il premier dice di volerli mandare a scuola lo fa perchè ritiene i poliziotti degli " asini"?
Il premier, poi, sa esattamente cos'è la scuola?
Uolter si limita ad augurarsi che le parole vengano smentite.... Ma perchè non piglia un megafono e va in università in mezzo agli studenti?

Giorgio Gaber La libertà

21/10/08

Buono

Stasera, fra inizio inscatolamento pre-trasloco e spesona alla coop, mi è rimasto poco tempo davvero per preparare una cena dignitosa, visto che voglio vedere un film. Ho impastato il pane mentre la donna si cambiava alle 17,00, in modo che avesse modo di lievitare per bene. Ho optato per il filetto di maiale perchè ci vuole poco per cuocerlo. Come servirlo? Visto che l'albero di fichi ha anche oggi regalato un sacchetto dei suoi succulenti frutti, perchè non utilizzarli? Passati in padella con burro, zucchero e vino rosso ( un sangiovese+sirah ) fino a caramellarli e creare una bella salsina densa, da versare copiosamente sul filetto preparato come tra breve vi dirò. Non dimenticatevi, a fine cottura dei fichi, di salarli un pochino. Il filetto basta saltarlo in padella con olio, aglio ed alloro, dopo averli adagiati su ambo i lati su di un lettino di pepe macinato bello grosso con del sale grosso pestato. Lasciati rosa all'interno vanno serviti, appunto, con i fichi e la loro salsa.
Lo abbiamo gustato abbinandolo con un Chianti Classico Riserva '04 Il Grigio di San Felice, il quale, nonostante le buone intenzioni, non ha retto l'esplosività del piatto. Il vino è, direi, buono, anche se non è la miglior riserva di Chianti Classico che conosca, ma visto il prezzo ( circa 14,00 euro ) non è affatto male. Color rubino scarico ma molto denso, intensità aromatica abbastanza buona con frutti rossi e speziatura subito evidenti. Col passare dei minuti spunta anche un aroma di "tostato" ed un accenno di cuoio molto piacevoli. Tannini mordidi e bella freschezza. Nel complesso un vino piacevole.


Stevie Ray Vaughan Little wing

19/10/08

Rosso di Cervognano igt

Un vinello così, al volo.
Rosso di Cervognano igt Antichi Benefizi di Montepulciano.
L'ho comprato a Chiusi, in una botteguccia, dopo averne assaggiato un bicchiere sfuso. Lì, in quel negozio mi era sembrato decisamente meglio di quello, imbottigliato, che poi ho acquistato. Rosso granato con riflessi porpora, aspetto decisamente vivace anche se non eccessivamente consistente. Il naso è schietto, vinoso, floreale più che fruttato, con la viola nettissima. Dopo qualche minuto spunta, però, anche la ciliegia. Poco di più, per cui si tratta di un vino davvero semplice. La bocca è coerente con ciò che si è sentito precedentemente ma delude parecchio in finezza e corpo. Tannini leggeri ed acidità contenuta non ne fanno un vino da bere troppo in là ma piuttosto giovane. Decisamente meglio quel bicchiere sfuso, anche se forse la situazione mi aveva distratto un po'. Potrebbe andare bene per accompagnare un panino mangiato in giro, durante una giornata di festa passata in questi splendidi posti.

Elvis Presley In the ghetto

18/10/08

Domande

Ho aggiunto dei link a video trovati su Youtube e montati da un matto più di me!
Vederli, oltre ad un po' di nostalgia per un periodo nel quale sei solo un pirletto privo di doveri e responsabilità, mi ha fatto tornare in mente anche inquietanti interrogativi che vado ad elencare:
  • Perchè hanno cambiato la sigla a Lupin?
  • Nella sigla di Sampei cosa vogliono esattamente dire le parole:" amica tua una canna fatta di magia.."
  • Com'è che nessuno fra i suoi terribili amici ha individuato Trider g7, visto che l'intera sua testa spuntava nel bel mezzo di un parco giochi?
  • Fra tutti i nomi, alla simpatica maghetta Chappy, dovevano dare proprio quello di un mangime per cani
  • Era più forte Mazinga o Ufo robot?
  • Com'è che tutti, in Mila e Shiro, hanno le sopracciglia nere, a prscindere dal colore dei capelli?
  • Con chi uscirei per una serata romantica: Reika o Beauty?
  • Perchè Jeeg portava il pannolone?
  • Quali erano le reali dimensioni dei campi di calcio di Holly e Banji?
  • Dov'è finito il capezzolo di lady Oscar quando le spunta per errore una puppa?
  • Perchè non hanno più dato la serie " arrivano i superboys"?
Chiunque abbia risposte mi aiuti ad eliminare questi tarli che continuano a segnarmi l'esistenza.
Grazie in anticipo
Hasta

Elio e le storie tese Heidi

L'allievo supera il maestro



Non dico una novità al riguardo ma comincio davvero a credere che le cose iniziano a mettersi male. Il fiorire di nuovi opinionisti "neri", neo-fascisti, i quali sfruttano, per esempio, gli spazi di altri per le loro filippiche mi ricorda quei virus che, dopo un periodo di latenza, partono e non si fermano più. Le opinioni di destra hanno sempre più spazio nei media italiani e, di conseguenza, scattano gli effetti secondari di pestaggi razzisti, calunnie e prepotenze strafottenti ( vedi nomine Rai ) e l'italiota medio resta a guardare, o meglio a sbirciare fra la panza di Gerry Scotti e le chiappe delle veline, quello che sta succedendo realmente. La sinistra d'opposizione si è fatta spazzare via dagli italiani stessi per gli errori fatti e sta provando a rinascere ma finchè restano le stesse facce e gli stessi sistemi c'è poco da sperare. La sinistra farlocca fa chiaramente parte del sistema che si sta fagocitando il paese ed il solo vederli in faccia mi fa girare le palle. Gli intelligentissimi italiani preferiscono il pic-nic al voto referendario ( unico, o quasi, strumento democratico rimastoci ), tant'è che qualcuno ha già cominciato a sussurrare che sarebbe il caso di abolirli, tanto sono inutili... Il sistema elettorale è una buffonata di regime scandalosa ed ovviamente nonostante si parli di cambiarla alla fine non lo si sta facendo sul serio. Lo sconforto assale quelli che notano tutto questo ma cui gli anni di "addestramento all'ozio cerebrale" hanno spento la grinta necessaria per agire.
Qualcuno dirà: e Di Pietro? e i vari Travaglio & co.? Sono voci importanti ma sono strumentalizzate. Attenzione: non intendo dire che sono strumenti del potere. Dico che alla sinistra fa comodo qualcuno che dica ciò che vorrebbero/dovrebbero dire loro ( almeno lo spero per qualcuno che è ancora degno di stima ) ma che poi non possa essere accontentato con scuse varie ( equilibri politici, la sua ostinazione contro il berlusca, etc ). E Di Pietro è tutto questo. Travaglio, poi, è stato pubblicato anche da Mondadori. Al cavaliere ( me lo immagino su di un cavallo con armatura, scudo e lancia e mi scappa davvero da ridere) fa comodo far la parte dell'editore liberale. Non fanno paura, politicamente, i lettori di Travaglio e gli intellettuali in genere. Poi, chi cazzo legge più in Italia? Il nostro è un paese di anziani e casalinghe: sono loro che comandano. Dove abitavo prima la società degli anziani aveva accesso a strutture per organizzare le sue pizzate e le serate di liscio, superando sempre, tra le altre cose, i limiti di capienza, ed era impossibile richiedere la stessa struttura ( comunale tra l'altro), per farci un concerto rock. Niente contro gli anziani e le casalinghe, per l'amor di Dio, ma alla fine, alle elezioni scelgono loro chi governerà il paese: è una questione di numeri... Mia madre, santa donna, non legge Travaglio ma guarda la de Filippi mentre stira. Molti guardano il tg4 perchè va in onda mentre preparano la cena, poi vengono imbottiti di cosce, tette e culi e soldi vinti per finta da uomini apparentemente qualunque, come loro: e partono i sogni. Macchine nuove, trombate con ragazze ventenni belle fresche e disponibili, la cucina, finalmente nuova che questa ce l'ho da trentanni, e così via.

Il discepolo sta arrivando a fare quello che non è riuscito al maestro, il quale, fra le altre cose, lo dice pure in pubblico.
Mamma mia. Sembra una situazione senza speranza. Le mie riflessioni, poi, sono davvero poca cosa in confronto a quello tutto ciò che sta accadendo. Ammetto la mia ignoranza di molte cose e so di non avere la capacità ed i mezzi per analizzare più ampiamente la grave situazione che ci circonda. Una cosa però la so: io non voglio mollare. Credo che sia necessario iniziare dal basso, dal quartiere e dal comune, per cambiare le cose. Credo che chi tiene davvero alla propria libertà debba ricordare agli altri, i quali si sono, magari, un po' assopiti, che i mezzi per lottare democraticamente ci sono ancora. Bisogna ricordare e far vedere cosa è un paese nel quale le libertà che ora diamo per scontate non ci sono. Bisogna cominciare ad esporsi in prima persona e smettere di delegare agli altri..
In questo blog si parla di frivolezze, per lo più, ma non ho voluto fare a meno di due simboli di stampo politico perchè ci sono cose che vanno dette e ripetute in ogni luogo.
Hasta

Stefano Rosso Colpo di stato

17/10/08

TRIO




Mi direte: " ma che diavolo c'entra coni temi normalmente trattati in codesto blog il video di Trio Da da da?"
La mia risposta sarà ( sì, lo so che nessuno farà mai la domanda ma non siate così fiscali...): " C'entra solo per il fatto che è una di quelle esperienze che una persona deve fare nella vita!". Ci ho letteralmente inciampato, in questo video che neanche ai tempi avevo visto in tv ( la canzone chi non la conosce?), e devo dire che non potevo non farne partecipi anche voi, sfortunati navigatori finiti nel mio blog senza volerlo. Guardatevelo tutto perchè, secondo me, è davvero spassoso.

16/10/08

Elogio della salvia fritta

Chi di voi ancora non ha avuto il piacere si affretti, perchè non se ne pentirà! Quanto sia irrinunciabile, almeno una volta al mese, lo può sapere solo chi l'ha già assaporata.
Io la preferisco con l'acciuga ( al diavolo se avrò la lingua felpata per l'intera notte: certi effetti collaterali vanno tollerati, diamine! ) anche se nella versione senza acciuga e con pastella di sola farina ( di riso) e birra, funzionano altrettanto bene anche se con differente "peso specifico". La prima ( pastella con uovo, farina ed acqua/latte ) strumento del diavolo tentatore della tua pur fragile resistenza culinaria, la seconda piacevolissima alternativa alla patatina ma con il difetto di costringerti all'accanimento sulla ciotola fino a quando anche l'ultima briciola non sia stata spazzata via. Scherzi a parte la consiglio a tutti, come aperitivo davvero stuzzicante e, comunque, tradizionale. La peparazione è davvero semplice: basta. dopo aver lavato ed asciugato bene le foglie di salvia ( non sottovalutate l'asciugatura, se non volete il fornello cosparso di goccioline malefiche di olio e svariate microscottature sugli avambracci...), appoggiare in ognuna un terzo di acciuga, ripiegarla, passarla nella pastella che ho più in alto descritto, e gettarla crudelmente nell'olio bollente. Ottima cosa, poi, è sfruttare la situazione per godersi un fritto misto, sia di carne e verdure o di pesce, affogando il proprio senso di colpa con un metodo classico, sia Franciacorta, oltrepò o che volete voi, basta che sia bollicina di qualità.


Peter Frampton Do you feel like we do

12/10/08

Maledizione!


Mai lasciare la marmellata sul fuoco, anche se al minimo del minimo immaginabile, e fiondarsi nella lettura di un blog. Fanculo, s'è bruciata! E dire che il blog che leggevo faceva anche schifo. Se sommo lo sbattimento della raccolta manuale dei fichi, la loro pulizia, il fatto che stava venendo anche buona la mia giornata si è decisamente compromessa! Spero nella cena dai suoceri, che per fortuna mi piacciono.

Kiss Love Gun

11/10/08

Italietta


Non so a voi ma a me questa crisi finanziaria inquieta parecchio, considerando che sono notizie date alla tv, la quale tende spessissimo a ridimensionare al basso le cose che riguardano il governo...
Io per scrupolo prendo qualche scatoletta di fagioli in più: non si sa mai...

Marco Carena Serenata

10/10/08

Confettura di pomodori verdi

Post velocissimo, vista la stanchezza epica che mi assale oggi, unita a questa schifosissima influenzucola che ti fa sentire uno zerbino di campagna.
Vi do la ricettina di una confettura libidinosa che faccio ed abbino a formaggi stagionati: la marmellata di pomodori verdi.
Riducete a pezzettini 600g di pomodori verdi, privati dei semi, e lasciateli per una notte in una pentola antiaderente capiente con 350g di zucchero, 1/2 bicchiere di vin santo, il succo di un limone e un cucchiaino di senape in poolvere o di semi di senape ( la polvere darà un sapore più forte). Meglio se coprite la pentola con della pellicola. Il tutto, il giorno dopo, avrà fatto un bel po' di liquido, per cui non spaventatevi! Togliete la pellicola e mettete sul fuoco a fiamma bassissima (dovrà cuocere per circa un'ora e mezza). Frullate il tutto col il minipimer, invasate e sterilizzate i vasetti, facendoli bollire in una pentola, con l'acqua fin quas fino al tappo, per una decina di minuti,
Mi raccomando: per evitare antipatiche esplosioni, se il vasetto è caldo mettetelo in acqua calda, se è freddo in acqua fredda... Si conserva per parecchio ma è meglio consumarla prima possibile ( semplicemente perchè è un peccato privarsene per troppo tempo...).
Hasta

Blues Brothers Who's making love

08/10/08

Parecchio buono

Ho provato, con l'aiuto di un ricettario, un piatto greco che avevo assaggiato su un'isola davvero meravigliosa fra le Cicladi. E' un piatto semplice ma di grande sapore e piacevolezza. Il nome greco suona come gamberi in terracotta Ho utilizzato dei gamberi surgelati ma verrebbe di certo meglio con quelli freschi, ovviamente. Dopo aver scongelato e sbollentato per un minuto 200 g di gamberi li ho adagiati sul fondo di due ciotole a bordo alto in terracotta, di quelle che possono essere messe in forno. sopra ho spezzettato della feta, anche lì un centinaio di grammi per ciotola. Intanto sul fuoco avevo messo a cuocere un sughino di pomodoro con una bella cipolla, frullata con del vino rosso ( quella del vino rosso è una aggiunta mia ), peperoncino e sale. Dopo una decina di minuti di cottura ho versato il sugo nelle ciotole, coprendo per bene gamberi e feta. Una bella manciata di prezzemolo tritato ed in forno già caldo a 180° per una buona mezzora. Risultato strepitoso ma per cultori dei sapori intensi: la feta rende la preparazione decisamente sapida. Consiglio: attenzione al sale.
L'ho abbinato per necessità ( mia moglie si è impuntata sul bianco...) con l'unico che avevo in casa: Orvieto classico- Campogrande '07 di Santa Cristina ( Antinori). Come abbinamento con il piatto in questione è stato un disastro. Molto meglio con la salvia fritta che avevo preparato per l'antipasto. Il vino, versato nel bicchiere regala un bel giallo paglierino con nettissimi riflessi verdolini, anticipando freschezza e la nota vegetale che in effetti si ritrova all'analisi olfattiva. Delicati i rimandi a frutta e fiori e interessante nota minerale. All'assaggio la freschezza, sinceramente, non è come me la aspettavo. C'è una discreta morbidezza ed un buon frutto avvolgente. Direi che al naso dice un po' di più che in bocca ma complessivamente lo potrei consigliare per un antipastino leggero o un pesce cucinato in maniera semplice. Con i miei gamberi un totale disastro, tant'è che dopo un paio di bicchieri, mi sono versato un chianti classico che ha funzionato un po' meglio.

Josè Feliciano Zorba the greek

06/10/08

Mobile

Oggi ho costruito un mobiletto. E' la prima volta che mi cimento nella falegnameria e devo dire che dà grandi soddisfazioni.
Unico neo è che quell'idiota del negozio di bricolage mi ha tagliato alla cazzo un'asse per cui, oltre a farmi lavorare male e di più, mi ha scombussolato i piani e limitato la perfezione del prodotto finale.
In ogni caso sono soddisfatto.
La giornata mi ha sfiancato un po' e dopo un grappino mi guarderò, finalmente, un film.
Da quando ho smesso di seguire il calcio e guardare i programmi tv, devo dire che mi godo molto di più la televisione. Praticamente solo film, scelti da me o dalla dolce metà, per cui sicuramente interessanti. Ve lo giuro, anche se ai più sembrerà impossibile: si vive meglio senza quiz! La vita senza Gerry Scotti scorre meglio. Sanremo e domenica in non ci fanno felici! So che molti si staranno chiedendo se sono o meno pazzo scatenato ma vi assicuro che sono perfettamente lucido. Spegnete quella cazzo di tv!!! Dopo qualche giorno vi sentirete davvero bene.
Hasta

Blur coffee and tv

04/10/08

Cirò rosso classico '05 doc di Ippolito 1845

Premetto: preso al supermercato e prezzo non credo superiore ai 5 euro.
All'analisi visiva ha un bel colore rubino intenso e buona materia. Il naso è semplice, con la frutta in primissimo piano ed un po' di vinosità che non sta poi così male in un vino di questa tipologia.
In bocca conferma quanto visto in precedenza e si dimostra di semplice e, tutto sommato, piacevole beva. Nel complesso, nulla me ne vogliano quelli della Ippolito, che hanno certo in altre tipologie i prodotti di maggior qualità, un vino nella media di quelli appartenenti a questa fascia di prezzo e che non si distingue in niente dagli altri.

Spero non si pensi che io snobbi i vini a basso prezzo. Nelle recensioni che farò di volta in volta, lo vedrete voi stessi, raramente sentirete parlare dei grandi vini. Di quelli ne parlano sommelier, riviste esperti vari e non serve che ne parli io. Soprattutto, poi, il mio portafogli non si può permettere certe bottiglie, anzi, si sforza fin troppo con vini di medio prezzo. Parlerò solo dei vini, quindi, che mi posso permettere, o di quelli che bevo in giro (in enoteca una qualche sera o ai banchetti di fiere o degustazioni per strada).
Dico subito che ritengo la soglia minima i 4 euro a bottiglia, sotto i quali credo davvero che i vini buoni siano vere e proprie rarità.
Detto questo e ritornando all'Ippolito Cirò rosso non me la sento proprio di consigliarlo non perchè sia cattivo ma perchè non ha quel non so che che lo renda interessante.
Alla prossima

Rino Gaetano nun te reggae più

01/10/08

la solita zuppa

Chiusi settembre 2008
Che dire: appena prima di entrare noti il bellissimo ingresso , l’insegna e i tanti fiori ed un sorrisino ti spunta. I mille adesivi sulla porta di tutte le citazioni sulle maggiori guide in svariati anni ti danno, poi, un minimo di sicurezza sul fatto che male non si dovrebbe mangiare.
L’interno è davero carino, semplice ma ricercato. Apparecchiatura essenziale ma con la bella sorpresa di un tavolino di servizio per ogni tavolo, cosicchè si abbia, lasciatemi dire finalmente, un bel po’ di spazio intorno ai piatti e non il troppo spesso presente ammassamento stile ingorgo stradale. Ci accompagna al tavolo il proprietario, che si occupa della sala e ci colpisce l’estrema cortesia ed il suo briciolo di piacevolissima follia nel raccontarci i piatti durante l’ordinazione.
Prendiamo coratella d’agnello e cacio e pere , zuppa di zucca e farro, tagliolini allo zenzero e semi di papavero, trippa ( davvero eccezionale) e bocconici di manzo con carciofi, crema al cioccolato fondente e gelato alla crema e zafferano. Sembra una montagna di roba ma in realtà le porzioni sono piuttosto ristrette.
Una cosa davvero interessante è che con gli antipasti e i dolci ci sono dei vini in abbinamento: per esempio con la coratella ci hanno servito un sangiovese con brevissima permanenza sulle bucce, davvero fresco e piacevole, e con il cacio e le pere una vendemmia tardiva. Con la crema di cioccolato un barolo chinato e con il gelato ( abbinamento, in realtà, piuttosto azzardato...) un aleatico maremmano. Per il pasto un litro di montepulciano rosso ( della casa ) piuttosto equilibrato e nel complesso, adatto al tutto pasto. Il conto, viste le portate, non è stato basso ma siamo usciti davvero contenti per la estrema cortesia e simpatia dei proprietari e la buonissima qualità dei piatti. Unico neo: i tagliolini erano davvero troppo “delicati” e le dosi un po’ troppo striminzite.
Pro: grande cura nel servizio e ottima qualità di piatti e vini
Contro: porzioni ridotte, servizio leggermente veloce.
Prezzo: 70-90 euro a coppia
Consigliato: !!!

bb king the thrill is gone