29/03/09

I Selton

Sapete quegli incontri casuali...
Li ho incrociati a Montevarchi mentre facevano il soundcheck per un concerto che poi, ahimè, non ho potuto godermi ma è stato colpo di fulmine ( più o meno). Un suono davvero originale, la lingua portoghese e una canzone di Jannacci. Non poteva non andare così.
Ho trovato il loro cd: Banana a milanesa e lo trovo davvero carino.
Sono un gruppo brasiliano, scoperto dalla produzione della trasmissione "italo-spagnolo", mentre suonava in un parco di Barcellona. E ce l'hanno fatta! Prodotti, volati in Italia a cantare con Jannacci e Cochi e Renato. Ascoltateli perchè valgono.
Vi lascio un link di una loro esibizione in quel parco.
Ovviamente sorseggiateci uno sherry ammontillado.
Hasta

Selton

28/03/09

Il Papposileno Cavriglia (AR)

Se, ormai e purtroppo, si trovano sempre pià spesso luoghi costruiti per far soldi o con consulenze di esperti in marketing resta bello imbattersi in ambienti dove la prima e più grande cosa che si respira è la passione. Passione per un lavoro scelto a metà della propria vita, per mondi affascinanti come quelli del vino, della cucina, della tradizione. Il Papposileno è uno di questi luoghi. Ci si sta bene e, proprio per questo, lo preferisco a quasi tutti i ristoranti che in questa zona ho provato. Non ha stelle michelin o cose del genere ma chi se ne frega!
Parlerò innanzitutto della cantina. Vini da tutta, o quasi, l'Italia ( e nel Chianti vi asicuro che non è così frequente..). Vini dall'eccellente rapporto qualità prezzo ma senza dimenticare anche qualche nome che, molto spesso, poi, risulta piuttosto caruccio. Del resto il vero difetto del mondo del vino è quello di far pagare troppo i vini buoni e troppo poco i vini schifosi... Interessante selezione di vini dell'aretino e e del valdarno, zone ahimè, poco spinte ma con interessantissimi produttori.
Lunga ed interessante anche la carta delle birre, in particolare artigianali italiane.
La cucina. Grandissima attenzione è rivolta alla scelta delle materie prime e alla rotazione dei piatti, sinonimo di freschezza degli ingredienti ( se c'è carne di agnello si cucinerà agnello...per farvi un esempio). Il menù è privo di prezzi ma se provate a mangiare tutto quello che vi va e vi entra difficilmente spenderete più di 35 euro a persona. Generalmente vengono proposti 3 o 4 antipasti, primi e secondi; tre dolci più i sorbetti preparati con cura maniacale e ingradienti tipo i pistacchi di Bronte, la cioccolata Amedei, le arance di Sicilia, liquirizia di Calabria e così via.
Tra gli ingradienti troverete grande presenza di prodotti dop e presidi slow food.
Qualche esempio di piatto: Crostone con pecorino fresco dell'ascione e tarese del valdarno, tagliata di bottarga di orbetello, linguine alla valdanese ( una sorta di carbonara molto ricca), gnocchetti di patate rosse con zucca e formaggi erborinati, stracotto piccante del chianti, Carni selezionatissime alla griglia ( tagli all'antica e non la fiorentina che va mangiata a Firenze...). Per chi li adora come me c'è anche la possibilità di un tagliere di degustazione di formaggi di provenienza varia ( più che altro formaggi di alpeggio) di altissimo livello con chicche davvero uniche.
C'è una carta di caffè monovarietali e miscele, con tostatura tradizionale, e per chiudere in bellezza digestivi non classici, il vero chinotto, ed altre prelibatezze.
La sala è accogliente e suggestiva, il servizio attento e discreto. Vi consiglio sinceramente di lasciarvi guidare sulle scelte in particolare del vino perchè non rimarrete delusi.

Il fatto che sia l'unico ristorante del quale indico il link fra i consigli non è indicativo di denaro o altro ricevuto in cambio ma semplicemente è attestato di stima, simpatia e il mio piccolo contributo affinchè nascano sempre più posti fondati su certi valori e nei quali, prima di tutto, si passi una serata coccolati e non , come spessissimo accade, trattati con sufficienza e spinti a mangiare e pagare in fretta.

Hasta

26/03/09

libro




Leggete " Senza perdere la tenerezza" di Paco Ignacio Taibo II.
Fidatevi.
Non perchè parli del Che ma perchè parla di un uomo, di un continente, di valori e della libertà che ci stanno togliendo da sotto i piedi.
Oltre a ciò è scritto bene e non da un lecchino.
Hasta.

Daniele Silvestri - Cohiba

20/03/09

Pollo con le mandorle

Ricettina per chi ha poco tempo ma vuole qualcosa di gustoso.
Mettete in una ciotola (per 4 persone) 400 grammi di pollo a dadini, 5 cucchiai di salsa di soia, due cucchiaini di zucchero, 3 cucchiai di porto o di vino dolce, del pepe bianco ( quanto vi piace...), un cucchiaio e mezzo di maizena e due spicchi d'aglio schiacciato con il coltello. Lasciare marinare una decina di minuti almeno mescolando di tanto in tanto. In una padella, poi, con dell'olio caldo, gettare 170 grammi di mandorle spellate e saltarle finchè imbiondiscono per bene. A questo punto aggiungere il pollo e, sempre a fiamma alta, far cuocere per due o tre minuti, aggiungendo dell'acqua fino a raggiungere la densità del sughino desiderata e servire caldo.

Charlie Parker - A night in Tunisia

17/03/09

15/03/09

Sempre più spazio per chi non ne merita

In tv è sempre di più lo spazio concesso ai processi e alla intolleranza. Ovunque ti giri vedi facce di stupratori rumeni ( quelli di casa nostra non li inquadrano mai...) e ladri ed assassini stranieri. Non vengono condannati come persone ma come massima espressione di una cultura e del paese da cui sono arrivati. Se fossi il presidente della Romania verrei in Italia a sputare in faccia a Bruno Vespa & co. Ma come si permettono? Se una persona commette un reato ( qualsiasi reato...) va punito indipendentemente dalle sue origini. Ma non è tanto questo ciò che mi fa arrabbiare di più. La cosa che davvero mi fa inorridire è che viene permesso ad un pregiudicato, accusato e condannato per reati gravissimi, di sputare sentenze in tv elevandosi a giudice supremo ( proprio lui). Parlo di Licio Gelli, il venerabile cornuto, che da un pulpito afferma la necessità di far trovare ai disperati che arrivano sulle nostre coste cercando di salvarsi da una esistenza infame, quando non dalle pallottole, non "i campi di accoglienza ma quelli di concentramento". Che brutta cosa, poi, sarà il futuro, se non interveniamo, afferma il piduista, con persone nate dalla mescolanza di razze, bimbi pezzati come vacche chianine.
Ma stiamo scherzando?
Quest'uomo ha spazio in tv e nei media per dire queste immonde stronzate ( mi si passi il francesismo) e la corte suprema sequestra un forum online negandogli la tutela della libertà di stampa.
Qualcuno ha buttato degli stupefacenti negli acquedotti, mi sono perso qualcosa o ci stanno davvero prendendo le misure?

Ah, ho visto un film documentario su quello che è successo qualche anno fa in Argentina e lo consiglio a tutti e tre i lettori del mio blog. Si chiama Diario del saccheggio di Fernando E. Solanas. ( E' disponibile anche in streaming gratuito)

E' inquietante se pensiamo al nostro paese...

Hasta


M.C.R. - Quarantanni

11/03/09

Cantina Bentivoglio Bologna

Sarà, che ne so, il Jazz o il vino ma alla Cantina Bentivoglio si sta davvero bene! Una serata molto piacevole, accompagnata da una cena davvero interessante e gustosa, come l’abbuffata di grande musica che abbiamo fatto. Sul palco un gigante del jazz di casa nostra ( ha accompagnato i più grandi...). Nel piatto crostino di fegatini buono, agnolotti di zucca molto aromatici e gustosi, trofie con ragout di agnello al finocchio e filettini di maiale al balsamico su purè di zucca ( una libidine...) .Nel bicchiere un Sangiovese sup. di Romagna Ravaldo 2007 che ci accompagna quasi fosse il quinto musicista della serata. Vino discreto, mai esuberante con i suoi sentori di frutta, sorso caldo ed avvolgente ma semplice e schietto. E la bottiglia corre verso la sua irrimediabile e troppo repentina fine.
Ci tocca una seconda boccia. Spulciamo sulle mezze bottiglie che l’interessantissima carta dei vini ci offre ed optiamo per il chianti classico del castello di Selvole 2005 la cui degustazione è palesemente “ provata” da tutto quello che succede in questa bella cantina ( e soprattutto dalla mezza boccia che ho in corpo...). Comunque è un vino intenso al naso ed in bocca ma non troppo elegante. Mi riprometto, comunque, di riprovarlo in una altra situazione.
La carta dei vini, come dicevo, ha etichette da tutta Italia ma tante, troppe sono le etichette che il mio portafogli non può permettersi, anche se i ricarichi mi sembrano giusti.
Il prezzo della cucina è nella media ma la qualità è decisamente alta e le porzioni generose.
Si paga un extra nella sala con la musica ma ne vale davvero la pena.
Se passate da Bologna fateci un salto e sappiatemi dire! Provate, poi a perdervi un po' fra vicoli e portici, passeggiando senza meta trascinati dal niente, ciondoloni per il vino e il piacere del lasciarsi andare.
Hasta

Neffa - Cambierà

07/03/09

Uomini di una volta

Troppo spesso ci dimentichiamo del passato. Troppe volte non ricordiamo quello che abbiamo letto sui libri di storia. Raramente ripensiamo ai discorsi dei nostri nonni, ai segni sulla loro pelle, alle ferite del corpo e della loro anima, inferte dal buio della guerra e del regime. Dovremmo riflettere di più: ci sono anziani cui diamo, senza conoscerli davvero, dei vecchi rincoglioniti e che, magari, hanno combattuto e sofferto per dare a noi tutto quello che ora abbiamo. Pensiamo a quante cose diamo per scontate ma che molte persone, anche oggi nel mondo, ne ignorano persino l'esistenza, circondati da violenza, povertà, mancanza delle più elementari libertà come quella di pensiero o di stampa. Ci sono luoghi in cui gli intellettuali si devono nascondere, in cui non esiste la rete, in cui il dibattito è una parola non appartenente al dizionario. Teniamo bene fisso in testa che tutte queste cose ce le siamo trovate grazie a persone che non ci sono più, da altre (grandissime) rinchiuse in piccoli corpi ormai non più da eroe televisivo ma da simpatico "nonnetto." Stiamo attenti a quelli che stanno cercando di toglierci queste cose, a quelli che vogliono tornare indietro, a coloro che sputano sul sacrificio di questi uomini e donne e sulla costituzione ( sacra), scritta perchè sempre ci garantirà libertà ed uguaglianza.
Allego un filmato girato per caso a Firenze da alcuni ragazzi perchè in me ha mosso tante cose.
Hasta



Francesco de Gregori - Viva l'Italia

06/03/09

Ho deciso

Stasera mi cimenterò nella preparazione di un piatto celeberrimo ( lo fa Pierangelini nel suo Gambero rosso), semplicissimo ma l tempo stesso, come tutte le cose semplici, di difficile realizzazione, soprattutto per quanto riguarda equilibrio fra sapori: la passatina di ceci e gamberi. Purtroppo non ho avuto ancora la fortuna di andare in quel di San Vincenzo a provarla ma credo di capire come dovrebbe essere. Vi dirò...
Hasta

Il genio - Pop porno

Scusate se il link di oggi non è da top ten dei capolavori musicali della storia umana ma è uno di quei pezzi un po' stupidini e "facili" che, però, ogni tanto mi piace ascoltare.
Poi il video è assolutamente assurdo...

Ora torno a lavoro.
Fischiettando

05/03/09

Gattinara docg 2001 Nervi

Granato limpido di buona consistenza, inizialmente risulta un po’ chiuso al naso ( come è ovvio che sia) ma poi si apre a un mondo che ricorda il sottobosco, poi la frutta sotto spirito e le spezie dolci. Decisamente fine ma non esplosivo. In bocca si fa notare per eleganza e coerenza: tannini morbidi, alcool equilibrato e corpo nè esile nè troppo robusto. Tutto questo lo rende davvero piacevole e molto bevibile. Il finale è lungo e con note balsamiche. Buono.


The Surfaris - Surfer Joe

Referendum e soldi buttati

Pubblico il link ad un post ( ma come cacchio parlo?!) di bisax sulla prossima tornata elettorale e l'ennesimo tentativo di screditare il referendum come strumento di democrazia, perchè mi sembra la dica giusta. Fate girare
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02/03/09

Sempre Roma

Visto che ho parlato dei ristoranti della capitale voglio spendere due parole due sulla città. Sarà retorica, sarà quello che volete ma Roma resta una città splendida. Piena di contraddizioni e problemi ma piena anche di fascino e dal carattere davvero unico, resta una delle poche città in cui avrebbe un qualche senso vivere e nella quale ritorno sempre volentieri.
Pubblico anche qualche foto scattata durante la mia gitarella...











Ristoranti a Roma

Da Lucia Roma ( Trastevere )
Ambiente rustico, molto tradizionale con foto in bianco e nero appese ai muri. Lunghissima gestione che garantisce, almeno sulla carta, continuità e coerenza.
Pasta e ceci e baccalà in guazzetto per me e bombolotti all’amatriciana ed antipasto della casa con carciofo alla romana per la mia signora. Mousse al cioccolato per finire.
Che dire: tutto buono e semplice. Delude, forse, un po’ il servizio che ti aspetteresti più caloroso e familiare. Negativa, a mio parere, la carta dei vini che è quasi priva di etichette laziali.
Ci siamo buttati sul vino della casa, malauguratamente, che consiste in un vinaccio toscano bianco di quelli da mal di testa.
Non so se consigliarlo perchè se è indubbio il cibo è buono ho la sensazione che siano davvero tanti i posti, in città, dello stesso livello se non meglio. Come, per esempio la
Trattoria Polese Roma
Sala semplice ed accogliente. Servizio piacevolmente cordiale anche se indaffaratissimo.
Prendiamo come antipasti il carciofo alla giudia ed il cocktail di gamberi entrambi buoni. Direi, anzi, che il carciofo è parecchio buono, con il cuore prfettamente cotto e l’esterno incredibilmente croccante.
Pasta e fagioli da urlo e bucatini all’amatriciana che non deludono.
Fracostola al forno con patate davvero ottimo, burroso e con grande sapore.
Abbacchio a scottadito abbondantissimo, morbido e perfettamente cotto.
Complessivamente il giudizio è ottimo e consiglio a tutti questo posto. Attenzione, però, alle porzioni perchè sono davvero abbondanti!
Abbiamo accompagnato la nostra cena con un vino del Lazio, uno Shiraz 2006 Casale del Giglio ricco e morbido, con aromi di sottobosco e balsamici, rotondo e di ottima bevibilità! Accompagna bene il nostro lauto pasto.

Luca Barbarossa Roma Spogliata