30/01/09

Mediaworld

Oggi, alla radio, ho sentito uno spot di questa nota catena di negozi che mi ha veramente fatto innervosire. C'era un tizio che, avendo visto il televisore dei suoi sogni rifletteva sul fatto che, costando troppo, sarebbe rimasto, appunto, nei suoi sogni. Ma invece c'è mediaworld che, pensa un po', te lo vende con tan, taeg e spese pari a zero! Il tipo, un rincoglionito mai visto, decideva, così di acquistarlo!
Non ti hanno mica detto che ti fanno lo sconto, deficiente! Il televisore lo paghi lo stesso prezzo (che non ti puoi comunque permettere...), imbecille nato!
Sembra che se non ti fregano i soldi come prima, facendoti pagare gli interessi subito sotto le mentite spoglie delle " spese" di apertura pratica ( e te lo dicono pure quanto sei stato fesso finora...), ti fanno un favore! Ma siamo diventati matti? Quando sento queste cose mi offendo a morte. Ci stanno dando degli imbecilli; ci ritengono una massa di cerebrolesi. Ci prendono in giro in maniera così spudorata!
Il dramma, poi, è che la gente ci casca. Il dramma è che ci sono cerebrolesi che cambiano il frigo una volta all'anno perchè tanto c'è findomestic. Ma mica te lo paga findomestic il tuo frigo! Ti chiedi, poi, il tuo vecchio frigo dove cavolo va a finire? Bisogna avere tanta fiducia ed un po' di pazzia per credere che ci si possa risollevare da questa decadenza...
Io provo atenere duro ma diventa sempre più difficile...
Hasta

Edoardo Bennato E' stata tua la colpa

25/01/09

Il calcio

Ho smesso di seguire il calcio. E' ormai qualche anno. Prima tifavo Inter. Quando scoppiò il caso Juve e l'Inter vinse lo scudetto tolto ai bianconeri smisi di seguire il calcio. Non ho rimpianti, devo dire. Di tanto in tanto mi capita di leggere o sentire alla tv qualche servizio sul campionato o le coppe, sul calciomercato o altre cose e mi rendo conto che ho fatto bene. Mi chiedo, però, come possa la gente, ancora, avere passione per qualcosa che di passionale non ha più niente. Quando accendo la tv e vedo Italo Cucci che parla di errori arbitrali mi viene l'orticaria: è più forte di me. Quando sento che per un giocatore vengono offerte centinaia di milioni di euro e penso che in Italia i poveri aumentano e la gente deve vendere casa perchè non si può permettere un mutuo da 600 euro al mese mi girano i marroni. Quando sento che Adriano o qualsiasi altro ragazzone è stressato perchè GIOCA ( riflettiamo sulla parola...) troppo penso a me alla mattina quando vado a lavorare e smadonno. Quando vedo ancora giocatori che cadono in terra piangendo per il dolore e si alzano a sgambettare dopo il cartellino mi altero profondamente. Se riesco vado a vedere la partita al campetto della squadra del paese e lo preferisco alla finale di champion's league, anche se già nel campetto si vedono i germi di quel virus chiamato Serie A.
Il fatto che, poi, in ogni sacrosanto telegiornale di questo paese ci sia per forza una o più notizie di calcio mi offende e penso a quanti altri sport più veri ci siano e quanto poco vengano considerati. Ho ascoltato una intervista ad un nostro campione di judo che lotta anche nella vita per mantenere aperta la sua palestra e dare una speranza ai bambini di Secondigliano. Questi sono sportivi e non i fighetti calciatori...
Hasta

Sudtirol Altoadige doc Gold Muskateller 07 Kellerei Kaltern

Bel colore giallo paglierino, cristallino ed invitante. Bel bouquet fine ed elegante con il “profumo di moscato” in primo piano. Poi pesca bianca, pera, agrumi, erbe aromatiche e camomilla. Gusto piacevolmente morbido, fresco e appena dolce. Dopo il primo sorso non puoi non farne subito un altro. Non è un vino avvolgente o complesso, ha un finale non lunghissimo ( tipicamente amarognolo) ma va giù che è un piacere, proprio per la sua bevibilità e la non eccessiva dolcezza. Lo consiglio perchè non costa tanto e lo si può osare anche con un antipasto leggero, evitando, magari, alimenti amarognoli per non sommarsi al finale del nostro vino.



Rednex - Cotton Eye Joe

22/01/09

Io...

...mi chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà.


De Andrè Fiume Sand Creek

19/01/09

Brunello anch'io!




Sto seguendo, a dir la verità in maniera ormai annoiata, la vicenda del Brunello. Dirò solo due parole, come al solito inutili ma alla tv c'è la pubblicità del tavernello, " il cui successo invita a riflettere", ed allora, visto che ormai sparan tutti cazzate perchè non dovrei farlo io?
Secondo me, se uno mette in un vino uve non da disciplinare commette una scorrettezza. Può dire ciò che vuole sul fatto che il vino gli è venuto meglio, che è stata una svista, che tutti lo fanno, etc etc. E' scorretto e basta. Se in una Ferrari ci metti un motore Lamborghini, non puoi vendere quella macchina chiamandola Ferrari, anche se l'hai, magari, migliorata. Chi, poi, comincia a dire che è necessario cambiare il disciplinare perchè è limitante, antiquato, negativo per la qualità del vino, secondo me sbaglia. Sbaglia perchè se qualcuno vuole fare un vino mettendoci le uve che vuole, per renderlo eccezionale, lo può fare benissimo, chiamandolo " Superbo", "Il migliore", " Poggio della madonna" o come diavolo vuole e lo indicherà sotto una doc o una igt. Tanto, è inutile che ci prendiamo per il sedere, le denominazioni, in Italia, non sono di certo indicazioni qualitative ( se non nei propositi...). I vini italiani più celebri sono i vari Ornellaia, Tignanello, Sassicaia che non sono di certo docg.
La cosa, però, che non capisco è perchè qualcuno si ostina a dire che, per "spaccare" nel mercato dobbiamo iniziare a fare il vino come i francesi. Il nostro paese ha una ricchezza ampelografica che i cugini ed il resto del mondo si sognano. Questo è il nostro punto di forza. Non dico che non bisogna imparare tecniche di allevamento, vinificazione ed affinamento ma lasciamo stare i vitigni. Certo non dico che non vadano considerati, anzi. Il viticultore scelga pure i vitigni che vuole. Le denominazioni, però, devono premiare le peculiarità tradizionali e territoriali, non gli interessi economici. E', casomai, nell'aspetto di vendita, di immagine e di cultura che dobbiamo crescere ancora molto. Il riccone strafico americano che invita la sua bella al ristorante per chiederle di sposarlo, dopo averle dato il suo anello di smeraldi ordina una bottiglia di Bordeaux e non uno Sforzato di Valtellina o un Taurasi. Se mi vien da dire: " peggio per lui" ( anche se dipende quale Bordeaux gli portano...), penso che è l'immagine del vino che fa scegliere, non la qualità intrinseca. In questo i Francesi sono di certo anni luce più avanti di noi. Se, poi, ci mettiamo a fare i pasticci peccando di scorrettezza, allora facciamo passi indietro. Nel resto del mondo, a differenza del nostro paese, dire bugie è una cosa grave.
Quindi, sempre secondo il mio parere di ignorante, è nella incredibile varietà di vitigni che dobbiamo concentrarci, nelle peculiarità territoriali, nella correttezza verso i consumatori. Dobbiamo, poi, migliorare l'aspetto della divulgazione e della sensibilizzazione dei consumatori stessi, dando una nuova immagine del vino italiano come specchio del nostro paese e non della nostra, ahimè "furbetta", mentalità.

Ops, una svista...



E' quella del ministro Calderoli che, mentre tagliava qua e là articoli e leggiucole ormai in disuso o troppo vecchie, ne ha eliminata una che dava al cittadino il diritto di ribellarsi ai soprusi di un pubblico ufficiale. Ora, se si è vittima di un abuso e si reagisce si viene puniti. Come si dice: "Cornuti e mazziati!"
Speriamo che sistemino la situazione sennò c'è davvero da essere preoccupati...
Vi metto il link dell'articolo in questione.

Hasta

Steppenwolf The Pusher

18/01/09

Piemonte Grignolino ’06 Marchesi di Barolo


Vino che, come da copione, rivela una bella trasparenza e limpidezza, con una colorazione rosso rubino tendente al granato. Profumi delicati e tipici. Frutta matura, leggerissima spezia ed un accenno al sottobosco. In bocca è snello, tannino docile e giusta freschezza. E’ un vino semplice ma non banale, di buona bevibilità ed ottimo, secondo me, come vino per accompagnare un pasto infrasettimanale di quelli, per intenderci, da “pausa pranzo”. ( non più di un bicchiere, se volete continuare a lavorare in maniera lucida...).

Greenday - Jesus Of Suburbia

15/01/09

Gita nelle Langhe



Dopo almeno due anni di tentativi, finalmente, ci siamo riusciti. E' un luogo davvero bello, immerso com'è nella neve, ma che credo dià il suo meglio, come ogni zona vitivinicola, nel periodo autunnale.
Vi racconto un paio di ristoranti che ci hanno colpito ( in tutti i sensi...).

Osteria del borgo Carrù
Nella patria del bollito misto alla piemontese non ci possiamo esimere da questa bontà, anche se, tentati dagli antipasti ci è rimasto meno spazio del previsto...
D’altra parte quando ti propongono: carne cruda all’albese, risultata poi, saporitissima e quasi burrosa, vitello tonnato ( quello vero...) e caponet al forno con lenticchie ( speziato al punto giusto), non te la senti davvero di rinunciare, anche perchè il nostro tavolo è posto vicino all’uscita dalla cucina per cui queste prelibatezze ci passano davanti appena seduti.
Poi arriva il carrello, accompagnato da un vassoio con le celebri 7 salse ( Kren, verdure miste, piccante, bagna cauda, cognà, kren e barbabietola, verdure ed acciughe). Nel carrello ci sono: la testina, la coda, il muscolo, il biancostato, la gallina, le salsiccie ed altro. Non resisto, con incredibile ingordigia, al secondo giro ( che, però, mi costerà una lunghissima giornata dedicata per una buona fetta alla digestione...). Come vino, dedicandosi la mia signora alla “cattiva” pratica della astemia, opto per il dolcetto sfuso della casa che fa il suo dovere, senza infamia nè lode.
Consiglio questo ristorante a tutti quelli che passano da questi parti.

L’osteria del boccondivino Brà.
Sala piacevole, ricca di bottiglie di vino e con non troppi tavoli, il chè permette al personale di non dover correre. E’ una cosa che mi piace molto e mi mette a mio agio il vedere il personale di un ristorante pacato e tranquillo. Passiamo ai piatti.
La mia signora opta per il vitello tonnato, i tajarin con il sugo di salsiccia di brà e il brasato di vitello al barolo. Non c’è che dire. Le carni risultano tenerissime ed appetitose, con sughi e salse ben equilibrate. I tajarin sono davvero ottimi.
Io opto per gli stessi tajarin, le lumache con i porri di cervere ( fini e delicate, gran piatto!) ed una selezione di formaggi la quale si dimostra pazzesca in quanto formata da ben 12 tipi, per lo più piemontesi, e miele e cognà tradizionale e buonissima.
Non contenti ci buttiamo sui dolci: crema cassonade alla cannella ( equilibrata e gradevolissima) e bonet ( dolce “cioccolatoso” davvero buono ). Facciamo gli esagerati e gli abbiniamo un sauternes 1998 ed un barolo chinato. Un caffè ci tira un po’ su e la passeggiata sotto la neve ci striglia in modo da permetterci di ritornare svegli a Novello, dove alloggiamo in un bell’agriturismo.
Il conto, vista la quantità dei piatti, non è stato certo da pizzeria ma ogni tanto si può fare, in particolar modo se si opta per un ristorante che offre questo tipo di qualità.
Decisamente consigliato!!
Abbiamo bevuto un Roero superiore 2004 di Filippo Gallino che possiamo definire ottimo per quel che riguarda il rapporto qualità-prezzo, con i suoi profumi speziati e “maturi”, i bei tannini morbidi e la bella bevibilità.

Muddy Waters & Sonny Boy Williamson II Got my mojo working

14/01/09

Se siete a casa con l'influenza

E' una situazione ai più antipatica perchè ci si trova sempre, dopo 2 ore su facebook, 2 ore leggendo le più immense stupidaggini in giro per il web, a non sapere cosa fare.
Ecco alcuni suggerimenti gastronomici.
I cantuccini o biscotti di prato ( alla mia maniera, ovviamente)
Ingredienti: 250 grammi di farina 00, 50 g di frumina, 2 uova + un tuorlo, 150 g di zucchero, 50 g di zucchero di canna, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di ammonio, un pizzico di sale, la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio, essenza di arancia o la buccia tritata di 1/2 arancia, 150 g di mandorle leggermente tostate ( basta metterle in forno a 150° per 10 minuti) e rotte a pezzetti.
Mescolate tutti gli ingredienti tranne le uova in una ciotola quindi aggiungete le uova e amalgamate il tutto, più che potete, con l'aiuto di un mestolo di legno. Mettete il composto su un ripiano cosparso di farina e lavoratelo con le mani fino a renderlo omogeneo. Dividetelo in tre pezzi. Arrotolete ciascun pezzo fino a farne un cilindro di una quindicina di centimetri, schiacciatelo e mettetelo su una placca con della carta da forno. Cuoceteli a 200° per una ventina di minuti e, poi, tirateli fuori dal forno per lasciarli riposare una decina di minuti. Abbassate il forno a 150°. Tagliate trasversalmente a distanza di un centimetro circa in modo da dare la tipica forma e rimettete in forno per 5 minuti in modo da bis-cottare i cantuccini.
Con questa ricetta restano appena appena morbidi e non rocciosi come la tradizione vuole. Se invece della frumina mettete farina e se li biscottate per qualche minuto in più avrete i cantucci più duri.


Il pane
Anche qui vi do la ricetta che faccio io ma sul web ne trovate a migliaia.
Ingredienti: 400g di farina 0, 25 g di lievito di birra, 12 g di sale, 220 g di acqua tiepida ( 40 °), un cucchiaio di olio extravergine.
Sciogliere il lievito nell'acqua e lasciarlo per 5 minuti. In una ciotola aggiungere il sale alla farina e, quindi, l'acqua con il lievito e l'olio. Mescolare con un mestolo di legno fino ad unire gli ingredienti e versare il tutto su di un piano infarinato. Impastare con le dita e con il palmo della mano per almeno dieci minuti, finchè non diventa omogeneo e liscio. Riporlo in una ciotola infarinata, con un taglio a croce sulla parte alta, coperto con un canovaccio inumidito e lasciarlo lievitare in un luogo tiepido per circa tre ore ( o finchè non si è raddoppiato di volume). Io lo metto nel forno al minimo. A questo punto dargli una ulteriore, veloce impastata e metterlo in una teglia con carta da forno, oppure nella forma per il pane in cassetta. Dargli la forma desiderata ed infornarlo a 200° finchè la crosta non prende la colorazione " da pane". 5 minuti prima di infornare il pane, ponete nel forno dell'acqua calda in un contenitore adatto: servira a farlo crescere meglio.
Questa è una ricetta base con la qual potete sbizzarrirvi dando forme diverse o utilizzando farine differenti, etc etc. In ogni caso, non avete nulla da fare per cui meglio di così...
Hasta

Nina Simone - My baby just cares for me

13/01/09

Di nuovo fiducia

Eccoli di nuovo votare leggi di merda con il ricatto del voto di fiducia. Io mi chiedo come una democrazia possa permettere che si uniscano votazioni di leggi a votazioni sulla fuducia. E' assolutamente osceno: è il mezzo con il quale si possono commettere ( e si sono già commesse...) le nefandezze peggiori. Qualcuno dice, poi, che devono votare la fiducia per rendere atto del grande lavoro della commissione che ha redatto questo decreto allucinante denominato "anticrisi" (come se bastasse lui a bloccare la recessione nella quale siamo caduti). Ma la fiducia va votata quando la maggioranza deve capire se è o non è unita, non per obbligare chi è contrario ad una legge ad approvarla comunque con il ricatto di perdere la poltroncina... Mi vergogno sempre più dei nostri rappresentanti ( che , tra l'altro, si sono scelti da soli togliendomi la possibilità di esprimere una preferenza per gli uomini di valore).
Hasta

Giorgio Gaber & Enzo Jannacci - La strana famiglia

08/01/09

Il peposo

Non posso non condividere con voi questa ricetta, perchè, e parlo agli sfortunati che ancora non lo conoscono, è un piatto semplice, tradizionale in ogni aspetto e buonissimo.
Innanzitutto necessitate di un bel pezzo di muscolo di manzo ( spendete un po' di più ma prendetelo di chianina o di scottona o ciò che volete, purchè carne di grande qualità). Dopo averlo fatto a pezzettoni generosi mettetelo in un tegame con circa 15 spicchi di aglio buono per chilo di carne e 4 cucchiai colmi di pepe nero schiacciato grossolanamente. Sciogliete un paio di dita di concentrato di pomodoro in un bicchiere di acqua ed aggiungetelo alla carne. Un pizzicone di sale, 1/2 litro di vino rosso ( mi raccomando non usate il tavernello...). Mettete il coperchio e fatelo andare a fuoco lento per circa tre ore e mezzo. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete un po' di brodo o del vino. Non usate olio o burro a meno che la carne non sia troppo magra. Io lo servo con del purè di patate schiacciate grossolanamente con la forchetta e cosparso di dragoncello ma con il contorno sbizzarritevi come volete. Prima di servire regolatelo di sale e di pepe. Quest'ultimo si deve sentire bene ma non addormentare la bocca...
Il vino deve necessariamente essere deciso e complesso: io, per restare nel territorio, consiglierei un chianti classico o un nobile di Montepulciano entrambi nella tipologia riserva.
Hasta

Enzo Jannacci - Veronica

04/01/09

...




L'amicizia è un luogo dell'anima. E' un angolino di universo compatto come una sfera di piombo. Luogo esclusivo, solo per pochi.
E' la confortante presenza del tuo orsacchiotto nelle notti puerili. E' un caldo tè mentre fuori impazza la bufera. E' la flebile fiamma di una candela in una buia grotta.
E' la tenera mano di un "grande" che riaccompagna dalla mamma il bimbo che si è perduto.
E' un mondo dove basta uno sguardo. Dove non serve parlare. E' una corda invisibile che lega spiriti simili. E' anche una catena che non ti permette di allontanarti. Per fortuna.
Gli amici cambiano come le stagioni, come un cielo autunnale ma raramente se ne vanno. L'amicizia si modifica, camaleonte dei sentimenti, e si riadatta. La stima e l'affetto non sono nuvolette di fumo.

Gli amici ce li hai addosso, ti segnano con abbracci, cazzotti, sguardi e ti tagliano come lamette. Se ci pensi ne puoi sentire l'odore. Gli amici ce li hai scritti in faccia.
Amici di sbronze e di fame acida. Amici di fughe idiote e litigi fugaci. Amici di musica e di scuola. Amici che non vedi mai ma sono amici. Amici di lunghe chiacchierate e di interminabili silenzi. Amici di cene cretine. Amici che tornano dai loro viaggi ed amici che ne iniziano uno nuovo. Amici pazienti. Amici che ti scuotono e ti strigliano.
Un sincero augurio di buon anno ai miei cari amici.

Francesco Guccini Gli amici