29/09/09

Poveri ricchi

Ci sono i ricchi per bene ed i ricchi stronzi: questo è risaputo.
Ci sono anche i ricchi che sanno quel che fanno e quelli che basta che costi deve essere loro.
Sono, ahimè, incappato in un gruppone di questi qui.
Hanno mangiato ( gliele ho cotte io stesso...) delle fiorentine prese da un noto macellaio chiantigiano che usa carni estere ma si chiama come si chiama per cui fa figo. Per la cronaca le bistecche in questione mi sono parse parecchio ma parecchio sopravvalutate... ( la foto che allego non si riferisce a queste)
Erano accompagnate da un chianti classico "tranquillo" ( non, ovviamente, scelto da me) che avrebbe fatto discretamente bene il suo dovere, ma loro no! Vuoi mettere che "fichezza" berci un Dom Perignon?
Tornando al mio barbecue, ve lo dico seriamente, ho lasciato che la lacrima che mi era sgorgata, solcasse lentamente il mio viso.




Hasta

26/09/09

Un paio di vini

Stasera cena piacevole con collega. Cibo raccapezzato ma vini scelti. Due chianti classico molto diversi: Castello di Querceto 2007 e Podere Terreno 2004. Il primo è succoso e fruttato, ben fatto. Non eccede in alcool e gode di una piacevole beva, oltre ad una buona finezza sia di olfatto che di gusto. Il secondo è più beverino ancora, nonostante l'età ( l'annata, d'altra parte, ha sfornato diversi fuoriclasse...), e più accattivante al naso, con profumi che al fruttato aggiungono una vena speziata e con una freschezza e sapidità di tutto rispetto. Filosofie produttive e numeri molto diversi ma due ottime versioni base di Chianti Classico non troppo internazionale che si fanno notare per piacevolezza di sorso e non per eccessiva struttura. Il Chianti Classico, del resto, dovrebbe essere, in teoria, un vino da tutti i giorni.
Costano entrambi intorno ai 10 euro e mi sento di consigliarli per una cena informale o tra amici, nella quale non si vuole stupire ma dove il vino deve accompagnare chiacchere e risate.
Hasta

Bandabardò - Beppeanna

18/09/09

Camilleri, il vino nero e quello buono

Vi linko una bella intervista realizzata da El Pais, nella quale lo scrittore siciliano analizza la figura di Papi e, soprattutto, la decadenza di costumi che gli Italiani stanno vivendo.

Guardate un po' questa immagine di uno scaffale del supermercato Gs di Cuveglio (Va).



Un turista francese ha fatto un casino perchè ha trovato queste bottiglie sullo scaffale, protestando con Carrefour, proprietaria di Gs. Le bottiglie, per fortuna, sono state ritirate.
Guardate che c'è davvero da mettersi le mani nei capelli. I clienti italiani hanno fatto finta di nulla!
Come reazione ho deciso di immettere sul mercato due nuove etichette che potranno essere, per par condicio, affiancate a quelle dei due stronzoni della foto sopra.
Ve le mostro in anteprima:






Già che si parla di vino, vi comunico che ho, finalmente, bevuto una Vernaccia di San Gimignano che sa di vino bianco. Citrina, parecchio sapida, minerale, tessitura olfattiva semplice ma fine. Davvero piacevole e beverina. E' quella dell'azienda Ca' del Vispo, nella versione base. La consiglio.

Hasta

The Clash - White riot

17/09/09

Di nuovo contro la rete

Ormai il bannerino di lotta contro i ddl che vogliono mettere a tacere i blog in Italia l'ho cambiato te volte. Ora l'ideatore della nuova lagge ammazza-blog è niente meno che l'on. Pecorella e l'on. Costa ( on, ovviamente, sta per onnipresente e non altro...) i quali voglio che i blog siano equiparati ai prodotti editoriali e, quindi, sottoposti ad una legge scritta nel 1948, quando con la rete ci si andava a pescare o si vinceva una partita di calcio.
Vorrà dire che noialtri ci mobiliteremo di nuovo.
Leggete, al riguardo, l'articolo di Guido Scorza su Punto Informatico.

Hasta

Cosa vuol dire essere un grande!


Guardatevi Bobby McFerrin all'azione.
Ce ne sono davvero pochi in giro con tale talento....
Qui dimostra la forza della scala pentatonica
Qui improvvisa
Qui duetta con Yo Yo Ma e scatta la pelle d'oca

Hasta


16/09/09

Ancora fuori!


Ho visto un film davvero carino. Lo apprezzerano tutti quelli che prima, poi o dopo hanno suonato un qualche pezzo rock. Si intitola "Still crazy" e ve lo consiglio. Tra l'altro ha anche una colonna sonora niente male...
Hasta

Strange fruit - All over the world

14/09/09

La Gelmini e la Costituzione

Ho letto che dall'anno prossimo ci sarà una nuova materia a scuola: educazione alla cittadinanza e alla costituzione. Dite che dovranno dare ripetizioni ai membri del governo?
A proposito, per il Ministro il plurale del carcere è " i carceri"...
Povera Italia...

Hasta

13/09/09

Ristorante Bacco e Cerere Saturnia (Gr)

Questa estate abbiamo anche toccato questa cittadina, sorta sulle terme, affascinanti ma troppo piene di gente in Agosto.
Come ristorante per la nostra cenetta abbiamo scelto Bacco e Cerere, seguendo indicazioni di guide varie ed incrociandone le recensioni.
La sala è piccola ed accogliente ed il servizio è particolarmente attento anche se c'è una cameriera palesemente nuova che crea un po' di confusione. Ci viene portato un quartino di vino che noi, ingenuamente, scambiamo per un compagno di attesa dei piatti e ci scoliamo avidamente, salvo,poi, scoprire che era indirizzato ad un altro tavolo.
Ordiniamo crostini misti per la mia signora ( è un suo must: è così che dà il suo primo e più importante giudizio) e una zuppa di ricotta ed ortica per me.
I crostini sono la classica fettunta, la bruschetta di pomodoro, la salsa di fegatini toscana ed una salsa di peperoni. Non male anche se, forse, un po' banali.
La zuppa di ricotta è parecchio buona, gustosa e in quantità adeguata.

Trovandoci in zona di selvaggina si opta per una pappardella al cinghiale ed un cinghiale alla cacciatora. Fagioli all'uccelletto e cicoria saltata come contorno.
La pappardella è buona, decisa e saporita. Il cinghiale alla cacciatora è ottimo ma la quantità è davvero minuscola. La carne è burrosa e saporita ma mi tocca tagliarla a pezzetti da puffo per non finirla in tre bocconi. Peccato, anche perchè costa € 14,50 che non sono certo pochi.
La cicoria saltata, una mia passione profondissima, mi consola un po'.
Da bere, consigliati dal cameriere, piuttosto competente, optiamo per un Morellino di Scansano dell'azienda Poderi di Ghiaccioforte, di proprietà della Barone Pizzini di Franciacorta. Vino da produzione biologica, si segnala per tipicità. Ruvido quanto deve essere, fruttato e caldo di alcool, accompagna bene la nostra cena data la ottima bevibilità che nasconde leggermente il buon corpo di cui è dotato. Consigliato anche perchè non ha un prezzo esorbitante: si trova intorno ai 10 euro.
Il conto è di 75 euro in due che è adeguato per la qualità delle pietanze, ma, come spesso accade, un po' troppo viste le quantità servite.
Alla prossima

U2 - Bad

11/09/09

Don Paolo Farinella, prete.

Pubblico per intero una lettera di Don Paolo Farinella. E' piuttosto lunga ma credo che spendere 5 minuti del proprio tempo per leggerla sia un sacrificio che si possa fare.
Questi sono i preti di cui la Chiesa e la società civile avrebbero bisogno.
Hasta

Lettera di ripudio

Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica residente nella diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la legittimità formale del suo governo, pur pensando che lei abbia manipolato l’adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un’idea di voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo. Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni. Nel mese di agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto pubblicità sfruttando illecitamente la sua posizione di presidente del consiglio e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi varate dal suo governo in materi di immigrazione. Se lei è pronto a smentire, come è suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perché potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da lei:

< http://www.youtube.com/watch?v=Se3yqycsMyg&feature=video_response >.


Faccia vedere il video ai suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice il sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad un raduno del suo partito xenofobo dove ha esposto «Il vangelo secondo Gentilini» con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari … Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati … Ho distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare nel deserto, ecc. ecc. Questo è il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco di Treviso): “Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente”». Questo il link con la sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il demonio in persona:

< http://www.youtube.com/watch?v=_WCZNQJkV3E&feature=related >.



Legittimità elettorale e dignità etica

Riconoscere la legittimità del suo governo, con riserva etico-giuridica, non significa riconoscere anche la sua legittimità morale a governare il Paese perché lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo quella di difendere se stesso dalla Giustizia e i suoi interessi patrimoniali che sotto i suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma lei è bravo ad imbrogliare le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati dicono a Napoli.

Quando la sua maggioranza si sveglierà dall’oppio che lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei suoi avvocati, nominati da lei senatori, cioè stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo stiamo pagando i condoni fiscali che lei si è fatto su misura sua e della sua azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito come doppio furto.

Da quando lei «è sceso in campo», l’Italia ha iniziato un degrado inesorabile e costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine «berlusconismo» che è la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l’Italia sia sul piano economico (mai l’economia è stata così disastrata come sotto i suoi governi), su quello sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i suoi governi), e su quello civile (mai come sotto i suoi governi è sorta la categoria del «nemico» da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle «ad personam».

Nei confronti dell’ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di inciviltà e di negazione di quelle radici cristiane di cui la sua maggioranza ama fare i gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo obiezione di coscienza all’ignobile e illegale decreto, pomposamente detto «decreto sicurezza»: diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini di altri Paesi, specialmente africani, in quanto «persone», anche se clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza piuttosto che alle sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l’immigrazione come illegalità è un insulto a tutte le Carte internazioni e nazionali sui «diritti», un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l’Italia tra le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari del diritto di asilo.


Essere «alto» ed essere »grande»

Lei non è e non sarà mai uno «statista» se sente il bisogno di fare vedere alle sue donnine i filmati che lo ritraggono tra i «grandi». Per essere «grande», non basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre se stesso, una visione «politica» che a lei è estranea del tutto, incapace come è di vedere oltre i suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui lei è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell’antipolitica, il qualunquismo populista, trasformando la «polis» da luogo di convergenza di ideali e di interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato democratico è prevalentemente un dovere civile di solidarietà e per un cristiano un obbligo di coscienza perché strumento di condivisione per servizi essenziali alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il suo governo le tasse sono aumentate perché incapace di porre un freno alla spesa pubblica che anzi galoppa come non si è mai visto. Non faccia confusione tra «essere alto» e «essere grande», come insegna Napoleone che lei ben volentieri scimmiotta, senza riuscire ad eguagliare l’ombra del dittatore.

Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo ancora, se come sembra, con il suo governo cerca di realizzare la strategia descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il suo numero di tesserato; cf intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del 28-09-2003).


La maledizione italiana

A lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa cattolica, di cui si è sempre servito per averne l’appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al «Family-Day» in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo suo comportamento con le sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa cattolica? La «corrispondenza d’amorosi sensi» tra lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull’Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta «finanza cattolica» legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione di legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, «L’unto del Signore», BUR, Rizzoli, Milano 2009.

Gli ecclesiastici, da perfetti «uomini di mondo, hanno capito che con lei al governo potevano imporre al parlamento leggi e decreti di loro interesse, utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono però rinunciare alla loro religiosità e adeguarsi alla paganità del potere che esige la contropartita. Lei, infatti, è sostenuto dall’Opus Dei, da Comunione e Liberazione e da tutte le organizzazioni e sètte cattoliche che si lasciano manovrare a piacimento con lo spauracchio dei «comunisti» e con l’odore satanico dei soldi.

Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella trappola che essi stessi e lei avevate preparato. L’incidente di Vittorio Feltri, da lei, tramite la famiglia, nominato direttore del suo «Il Giornale» con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di «Avvenire» portavoce della Cei, va oltre le vostre intenzioni e come un granellino si sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l’altra vulgata, tutto sarebbe stato progettato da lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla Cei e a lei di fare tacere un sussurro appena modulato di critica sui suoi comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.

Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo Bagnasco, lo misi in guardia: «Stia attento – gli dissi – e si prepari alla guerra d’autunno perché con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi (20-07-2009), la guerra sarà totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non può rispondere alle domande di la Repubblica e non può andare in tv a dare spiegazioni. Può continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento. Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su tutto, in base al principio che se tutto è infangato, nessuno è infangato». Il cardinale mi guardò come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia previsione. Credo che ora si morda le labbra.

Eppure credo anche che lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli interessi di coloro che lo hanno sostenuto, Vaticano compreso, lei ora è ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma lei non cadrà indenne, farà più danni che potrà, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel «grande, immenso» presidente che è stato lei, ma come «l’utilizzatore finale di prostitute che altri pagavano per conto suo». Non c’è che dire: lei è un grande in bassezza e amoralità.


Spergiuro

Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da «cristiani adulti» che tanto dispiacciano al papa «pro tempore» Benedetto XVI: lei non potrà mai manipolarli come non potrà mai possedere le coscienze dei non credenti austeri, cultori della laicità dello Stato che lei vilipende e svende, sempre e comunque, per suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l’ultima caricatura di promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D’altronde il suo amico per la pelle non è l’ex «kgb» Vladimir Vladimirovic Putin, nella cui dacia è ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?

Dal punto di vista della morale cattolica, lei è uno spergiuro perché ha giurato sulla testa dei suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il «ratto di Noemi», ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando se stesso e la testa dei suoi figli alla pena dello spergiuro che già Cicerone condannava con la «rovina» e l’esposizione all’umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus – La pena divina dello spergiuro è la rovina e l’infamia/il disprezzo degli uomini» (De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto Canonico, per sua informazione, riserva allo spergiuro «una giusta pena» (CJC, can. 1368), demandata all’Autorità, in questo caso il papa, che avrebbe dovuto comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per il g8 e i suoi «deferenti saluti». Non ci può essere deferenza, tanto meno papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignità politica e morale.

Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato lei (non era difficile), ma anche l’Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio senza precedenti. Mai l’Italia è stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro mesi continui) a causa di un suo presidente del consiglio che, su denuncia della moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo frequenta da oltre trent’anni, per cui si presume lo conosca bene, è malato e come un dio d’altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani vergini per nascondere a se stesso i problemi del tempo che inesorabilmente passa, nonostante il trucco abbondante.


Affari privati o deriva di Stato?

Lei dice di volere difendere la sua privacy, ma non c’è privacy per uno che ha portato i suoi fatti «privati» in tv attaccando indecorosamente la sua stessa moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse lei ha dimenticato che sull’immagine della sua «felice famiglia italiana» lei ha costruito se stesso e la sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che è: uno spaccone che in piazza si vanta di tutto ciò che non ha mai fatto e poi pretende che nessuno ne parli. Se lei mette il segreto di Stato sulle sue ville, queste diventano ipso facto «affare politico» perché lei le usa anche per incontri istituzionali e quindi fanno parte dell’Istituzione della presidenza del consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo pubblico e promette carriere tv o posti in parlamento a donnine compiacenti che la sollazzano nel suo «privato». Non è lei che ha detto in una intercettazione, parlando con Saccà che «le donne più son cattoliche più son troie»? Può spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C’entrano le due donne che siedono nel suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la Gelmini?

Lei e suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari privati se Silvio Berlusconi non fosse presidente del consiglio che alle donnine che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende pubbliche (tv) o posti in parlamento se non addirittura al governo. Vorrei chiederle per curiosità: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni, a posti di rilievo nel suo governo? Perché Mara Carfagna posava nuda o la Gelmini prendeva l’abilitazione in Calabria?

Le sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Può ancora dire che sono residenze private? Fu lei in persona ad andare dal suo devoto suddito Bruno Vespa a rispondere pubblicamente a suo moglie, Veroni Lario, rendendo pubblici i fatti che la riguardavano e attaccando sua moglie senza alcuna pietà, facendo pubblicare dal suo «killer mediatico» le foto di sua moglie a seno nudo di quando faceva l’attrice. Non credo che lei possa dire che le sue vicende sono private perché ci riguardano tutti, come cittadini e come suoi «sovrani» costituzionali perché una cosa è certa: noi non abdicheremo mai alla nostra dignità di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile Costituzione. Noi non permetteremo mai che lei diventi il «padrone» della nostra dignità.

Per lei è cominciato l’inizio della fine perché il suo declino è iniziato nel momento stesso in cui è andato nella tv di Stato compiacente e, senza contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsità che non hanno retto l’urto dei fatti crudi. Se lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale, dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente recital.



Strategie convergenti

Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per sua e vostra disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra dignità e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto tra altare e politica. Purtroppo lei, supportato da parte della gerarchia, ha fatto scadere la «politica» da arte a servizio del bene comune a mercimonio di malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno appoggiato ne portano, con lei, la responsabilità morale, in base al principio giuridico della complicità.

Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perché lautamente ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da lei con avvertimenti di stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e compassata, in questo frangette è risorta come un sol uomo, arruolando anche il papa alla bisogna, ma cogliendo anche l’occasione per dare corpo alle vendette interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l’amabile Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che ancora pensano con la propria testa.


Ripudio

Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una «legge porcata» che ben esprime l’identità della sua maggioranza e del governo e di lei che lo presiede (o lo possiede?). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della Cei che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano se stessi come complici di ingiustizia e di immoralità.

Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da lei in Italia e all’Estero, io la ripudio come politico e come presidente del consiglio: lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all’estero perché lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell’Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza

Io, Paolo Farinella, prete ripudio lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del consiglio dei ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che l’adulano, lo ingannano, lo manipolano e lo sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell’etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l’Italia dal flagello nefasto della sua presenza.


Genova 09 settembre 2009


Paolo Farinella, prete

10/09/09

I fichi son quella cosa...

Così recita una canzone andrò tra poco a linkare ma prima una ricettina con questi amabilissimi frutti.
La chiamerò, avendola inventata di sana pianta, fagottini d'arista ai fichi.
E' piuttosto semplice da preparare ma è davvero buona, fidatevi.
Battete delle fettine di arista di maiale in modo da aumentarne la superficie e stendetele su una superficie da lavoro. Ponete al centro di ogni fettina un quarto di fico non esageratamente maturo, una fettina di gota di cinta senese ( se non l'avete usate una buona pancetta bella grassa), un pezzettino di pecorino semistagionato o, se preferite, di parmigiano, salate e pepate. Richiudete a fagottino utilizzando della corda da cucina o degli stuzzicadenti.
Armatevi di una padella larga e oliatela con due cucchiai di olio extravergine buono. Aggiungete alcuni quarti di fichi, una manciatina di bacche rosse e lasciate sfrigolare un po'. A questo punto unite i fagottini, un bel bicchiere di vino bianco meglio se molto profumato come un Gewurztraminer, un Sauvignon blanc o uno Chardonnay e coprite con un coperchio. A fiamma piuttosto bassa portate a cottura i fagottini, aggiungendo alla fine un po' di sale nel sughino che dovrà addensarsi leggermente. Servite i fagottini coprendoli con il sughino, accompagnandoli con un contorno di verdure, non amare, o le classiche patate al forno. Beveteci sopra uno spumante, magari rosè e, poi, fatemi sapere come è andata.
Hasta

Francesco Guccini - I fichi

08/09/09

Bocche chiuse

Eccoci di nuovo. La Rai, da televisione di stato, si trasforma in televisione di qualcun'altro e cerca di tarpare le ali alle voci scomode.
Leggete un po' qui


Intanto c'è qualcuno che, non si sa mai, impara un nuovo lavoro...

Ah, povera Italia.

Hasta

04/09/09

Un po' di cervello e il mondo vi vorrà più bene

Io vivo in campagna ma ho vissuto fino a pochissimo tempo fa in città, nel dormitorio inumano che è l'hinterland milanese. Purtroppo, come molti, troppi di noi, non mi fermo praticamente mai a guardarmi intorno per bene. Non osservo i boschi, non li ascolto "cantare" nelle giornate di vento o impazzire di vita appena albeggia. Penso poco al verde e a quanto sia importante. Gli arredatori ti fanno dipingere le pareti della tua camera di verde perchè rilassa e ci sarà un motivo, o no?
Quando, però, mi fermo a guardarmi intorno, allora penso a quanto tutto ciò sia importante e quanto male ci stiamo facendo dimenticandocene la bellezza.
Ho riflettuto su cosa possiamo fare di concreto per salvaguardarlo un po'. Parlo di gesti senza il minimo sbattimento. Atteggiamenti per i quali non occorre chissà che cosa. Lo faccio per quelli che sono pigri e che non vogliono far fatica per salvare il mondo. Purtroppo l'uomo è idiota e non ci si può fare nulla ma se solo ciascuno mettesse in pratica queste semplici azioni si farebbe tanto.

  • Chiudete i rubinetti mentre vi insaponate nella doccia: l'acqua che finisce negli scarichi non si recupera più!
  • Chiudeteli anche mentre vi lavate i denti, risparmieremo tutti un paio abbondante di litri d'acqua. Lo sapete che ci sono miliardi di persone che di acqua ne hanno quasi niente? prima o poi verranno a chiederla a noi e sarà meglio se ne avremo da dargliene o ci faranno il culo!
  • Per lavarvi le mani non occorrono le cascate del Niagara: un rivolino è sufficiente.
  • Non usate un rotolo intero di carta igienica per pulirvi il sedere: va a finire tutta là fuori, dove giocano i tuoi figli! Semmai usane il giusto e datti una bella lavata ed anche l'aria che respiriamo ne avrà giovamento.
  • Non andare a fare la spesa il Sabato e la Domenica ma fermati in un supermercato tornando da lavoro in settimana: di sicuro ne incrocerai uno e chi se ne frega se è l'esselunga e tu fai la spesa alla coop! Inquinerai di meno, spenderai di meno in benzina, non ti fotterai il tempo libero in un luogo privo di luce solare e con un fracasso assordante. Comprerai meno cazzate perchè hai fretta di tornare a casa.
  • Il fine settimana porta i bimbi o il compagno/a al parco. Gioca coi bimbi e limona con lui/lei. Non credi sia meglio di stancarti girando come un pirla ai Gigli? Magari i politicanti, se vedono che c'è più gente che va al parco di quella che va nei centri commerciali smetteranno di autorizzare la distruzione di verde per metterci l'Auchan e si metteranno a piantare alberi.
  • Cerca di dividere i rifiuti per bene: una bottiglia di plastica, per esempio, che può essere riciclata, se finisce in discarica ci metterà circa mille anni a distruggersi! A te costa un microsecondo buttarla nel sacchetto giusto. Lo sai a quanta della tua progenie nuoceranni i rifiuti che tu, per pura pigrizia, non dividi?
  • Schiaccia i rifiuti che si possono schiacciare: una bottiglia intera occupa quanto 5 bottiglie schiacciate!
  • Se vivi in città usa i mezzi più che puoi. Se credi che costi di più che andare in macchina controlla il prezzo della benzina al litro e fai due conti, visto che difficilmente la tua auto farà più di 8-10 km con un litro. In ogni caso potresti andare in bicicletta, o a piedi. So benissimo che un paio di chilometri ti sembrano una sfacchinata ma è dovuto al fatto che ti è venuto il culone a furia di sederti in auto!
  • Vedo gente che in palestra paga fior di quattrini per fare 5 kilometri di tapis roulant e poi fa i 4 kilometri per andare a lavoro in auto. Ti sembra normale?
  • Non comprare le arance in Agosto ma quando è stagione. La frutta che arriva da lontano inquina, perchè viaggia su camion, navi, aerei. Fra le susine del Bangladesh e quelle della Romagna prendi le seconde!
  • Smetti di accumulare oggetti: che cavolo te ne fai di tre servizi di piatti? Che te ne fai di 10 paia di scarpe? Non dire, per favore, che è per far girare l'economia...
  • Spegni la luce quando esci da una stanza ed accendila solo quando ti serve davvero.
  • Usa i programmi Eco di lavatrici e lavastoviglie, consumerai meno energia elettrica.
  • Se devi spendere 50 mila euro per una automobile, compratela idrida! A che cosa ti servono i sedili in pelle ed il motore da 500 cv e 300 km/h? Il limite è 130! Già il fatto di spendere tutti quei soldi per una auto è immorale, se non altro lavati un po' la coscienza prendendola ecologica!
  • Bevi l'acqua dal rubinetto! Se proprio è dura utilizza un purificatore.
  • Usa il portacenere in macchina e non buttare immondizia e sigarette dai finestrini.
  • Se scendi dall'auto al volo per prendere il giornale spegni quel cazzo di motore! Basta girare la chiave.
  • Se stai comprando casa, indebitandoti per i prossimi trentanni, fatti l'impianto fotovoltaico, tanto i soldi li recuperi tutti e fra un po' comincerai anche a guadagnarci . Non saranno trenta euro al mese in più sul tuo mutuo a rovinarti, considerando, poi, che non pagherai bollette all'enel mai più!
  • Fatti arrivare la posta via E-mail: si può fare. Bollette, pubblicità, comunicazioni bancari e non. Risparmierai carta ed inquinerai di meno.
Si potrebbe andare avanti ancora nell'elenco ( e se volete continuare aggiungendone voi, fatelo pure!) ma già così, senza nessunissimo sforzo, fareste molto.
Che cosa vi costa?

Hasta

CCR - Looking out my back Door

01/09/09

Trattoria da Paolino Manciano (GR)

In piena maremma, c'è questo posticino davvero da provare. E' una trattoria classica, sempre piena, almeno in estate, e si mangia davvero bene. Dopo una bella passeggiata nel paese, tutto salite e discese, ti sale quella giusta fame che ti farà apprezzare ancor di più la cucina, tradizionale maremmana, che questo locale propone. Antipasto e primo la mogliera e primo e secondo io.
Crostini misti, tortelli al tartufo nero ( ottimo ripieno di ricotta e spinaci e sugo saporito e profumatissimo), pappardelle sul cinghiale ( sugo delicato e quantità abbondante), cinghiale al finocchio ( in bianco, aromatico e delicato), patate al forno e fagioli all'olio. Non siamo riusciti nemmeno a pensare ai dolci, essendo generose le porzioni dei piatti.
Il servizio è preciso e attento.
Abbiamo bevuto una igt maremmana di una azienda veneta con un piede anche inToscana, Tommasi: il Poggio al Tufo Alicante 2007. Vitigno che ho trovato frequentemente, qui in maremma e che dà davvero ottimi risultati. Questo vino è parecchio ruffiano, con profumi ampi e intriganti, frutta e speziatura dolce, morbido ma succoso ed appagante in bocca. Il finale non è lunghissimo ma è senz'altro pulito e piacevole. La bottiglia, neanche a dirlo, termina senza il minimo sforzo. Usciamo dal locale pagando il giusto ma ci tocca una passeggiata per smaltire l'abbondanza del pasto e il vino. Vista, però, la freschezza del venticello che nel frattempo si è alzato, si passeggia volentieri, osservando gli anziani di paese che, come in altri tempi, portandosi la sedia da casa, frescheggiano chiaccherando per strada.

Sempre a Manciano, durante le vacanze, abbiamo provato la pizzeria Osee, di Antonio Simonini, il quale è stato vice-campione del mondo di pizza, qualche anno fa. Come non provarlo?
Il locale è carino, anche se kitsch, tutto incentrato sul tema circense.
Provo la pizza. In carta ci sono pizze davvero per tutti i gusti e davvero originali.
Ne ho presa una abbastanza semplice ( salsiccia, mozzarella, pomodoro, scamorza e carciofi) ed ho capito finalmente che la pizza è davvero una pietanza priva di regole. Credo che ognuno abbia la sua idea ed i propri gusti e non esistano verità assolute. Perchè, direte voi, questo strano discorso? Perchè, semplicemente, la pizza non mi ha detto nulla di che. Buona, per amor del cielo. L'impasto era croccante e perfettamente lievitato ma troppo sottile, per me. Il condimento buono e in quantità adeguata. Però non entra nella mia top five delle pizzerie. Se passate di lì, comunque, ed avete voglia di pizza, fateci un salto, se non altro perchè, a prescindere dallo spessore della pizza, c'è grande cura delle materie prime e, poi, troverete pizze condite in maniera originale.
Qui abbiamo bevuto l'Ildebrando, bianco di Pitigliano ma avremmo fatto meglio a prenderci una freschissima birrazza!
Hasta

Il link di oggi è di una canzone per trentacinquenni.
Vi consiglio altamente la visione, focalizzando l'attenzione su:
I cori
I vestiti delle coriste
Il Che al trombone
Le spalline di Paul Young
Il ciuffo del chitarrista
Il serial killer dietro Young nel balletto finale
Ceccherini con un bimbo biondo

Paul Young - Love of the common people