08/05/15

La mia su Expo 2015

Tutti dicono la propria e non vedo perchè non debba farlo io...
L'expo è una fiera espositiva. Partiamo da qui. L'origine della parola "fiera"  sta in quella latina "feria", cioè giorno di festa. Ci si diverte, se magna e beve, balli, tricchetracche. Quella di sfamare il mondo, o di capire come farlo, è il titolone, la maniera di lavarsi la coscienza, come la fogliolina di insalata nel doppio cheeseburger. In tanti si stanno divertendo ed in tanti si divertiranno. Qualcuno, leggi Slowfood, comincia a capire che svolge il ruolo di quello invitato alle feste perchè c'ha i dischi e che poi non caga nessuno per tutto il tempo, e mi sa che si sta divertendo meno, pentito di essersi fatto prendere per i fondelli dai soliti porci. L'expo è l'esposizione all'ennesima potenza di cosa sia diventato questo paese: sfrontatezza e mancanza di pudore, tanti soldi in mano di pochi e gli altri vadano in culo. 
Il tema vero, quello che si dovrebbe affrontare con urgenza e che abbraccia sia l'alimentazione che ciò che sta dietro a questa ( agricoltura, allevamento, ecologia, trasformazione, cultura e tradizione locale, salubrità, etc etc), secondo me, e non solo, DEVE per forza passare attraverso il concetto di decrescita e l'abbandono, ovviamente graduale, del sistema della crescita come unica religione. Siamo troppi, consumiamo troppo, produciamo troppo e le risorse non sono infinite. L'approccio deve tornare ad essere guidato dal cervello e non dal portafoglio ( dei soliti, poi...). Per un albero abbattuto ne va piantato un altro e questo lo capisce anche un bambino. Ma di decrescita, magari, parliamo un'altra volta, ora torniamo ad expo. Mi ha colpito una iniziativa, se vogliamo anche carina, per quanto ipocrita: gli chef che riutilizzeranno gli scarti alimentari di Expo per produrre pasti per studenti e senza tetto. Iniziativa lodevole, lo ripeto, ma non avrebbe avuto più senso, per rispetto alla coerenza ed agli intenti della fiera, attuare un programma di riduzione importante degli scarti ( che ho idea siano parecchi...).
Se vado allo stand pugliese per provare la meravigliosa burrata e alle 19 mi dicono:" ci scusi ma è finita, perchè portiamo giusto quella che ci serve per la giornata per non produrre scarti, rifiuti, inquinamento, e perchè non ho un prodotto industriale ma artigianale", mi girano sì le balle ma poi apprezzo la sensibilità di chi ho di fronte e mi consolerò con una frisella.
Non mi fa arrabbiare il fatto che expo esista: di farloccate del genere se ne fanno tante! Mi rode lo spreco di denaro, in un paese che sta strizzando la gente ( speriamo, a proposito, di non crollare, ad expo finito come hanno fatto Spagna e  Grecia ...), mi rode che è evidente che in ogni grande cosa fatta in Italia ci mettano le mani la malavita ed i soliti noti ma che si continuino a fare. Mi fa incazzare che le promesse fatte dall'amministrazione comunale di Milano, ai tempi della imbecille della Moratti, ( alberi, piste ciclabili, vie d'acqua, etc), siano volate come nuvolette e nessuno ne parli. Mi fa arrabbiare, poi, il fatto che non si parli realmente di ciò che il nostro paese potrebbe fare, con politiche, appunto, rivolte alla descrescita, al ritorno alla terra, alla valorizzazione delle nostre risorse turistiche ed artistiche e al randellamento vero di chi ha mangiato o mangia.
Quando, poi, qualcuno vuole parlare, vuole manifestare contro questa ipocrisia ed ha cose da dire, viene zittito da quattro pirla che sfasciano tutto e, con la coda tra le loro gambucce da conigli di merda, si dileguano senza spiegare i loro gesti o subirne le conseguenze, da uomini.
Il potere, ovviamente, se ne approfitta ed allora tutti a parlare di quattro macchine bruciate e di Bordello, e nemmeno una intervista a qualcuno di quelli del corteo vero, che cose da dire, sensate e democratiche, ne aveva di certo molte. 
Ed ora, il baraccone va avanti, fra simmenthal sotto l'insegna Eataly, cocacole e panini gourmet mecdonaldosi ( Ma va a cagare...), i sorrisoni di quelli che si stanno riempendo le tasche di dollaroni senza spendere un eurino, in una bellissima festa alla quale le persone vere non sono invitate.
Per fortuna, comunque, che le persone vere esistono: vanno cercate, ci si deve chiacchierare, guardandoli negli occhi e bisogna scegliere loro e premiare ciò che fanno.
Hasta


2 commenti:

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Detto fuori dai denti..senza ipocrisie e così mi piace. Tante idee che condivido.Sulla decrescita dei consumi,d'accordo:non si può all'infinito spingere a consumare per produrre,per consumare.Mi piacerebbe un tuoi giudizio sul Latouche che stai leggendo.Abbiamo discusso di recente con un altro autore,meno.. autorevole certo,ma con proposte e spunti validi: Cucinotta-L'deologia verde.L'Expo?Mi incuriosisce,probabilmente darò un contributo col biglietto,ne saprò di più,dopo.Voglio salvare le buone intenzioni,ma affaristi e arraffoni si sono mossi per tempo,in fase di programmazione e proposta.Ed è mancato ogni cotrollo.Staremo a vedere,adesso.

dadowolf ha detto...

Grazie Chicchina per il commento. Il libro di Latouche è, a dire il vero, la prima pubblicazione che in qualche modo affronti il tema della decrescita, cui mi sono avvicinato da poco, che leggo. In realtà è da poco che ho realizzato che ciò su cui da tempo medito è un argomento di importanti riflessioni e studi e molto condiviso. Il libro è chiaro e taglia fuori le derive che, per esempio, noto nel movimento per la decrescita felice e che non condivido, in quanto, appunto, "derive". E' una buona lettura e mi stuzzica ad andare avanti nell'approfondimento di una tematica seria ed importante. Grazie per la dritta sul libro di Cucinotta che cercherò. Per i soldini da dare ad expo mi permetto di consigliarti di investirli in una visita ad un artigiano del cibo, del vino, dell'arte, dove di sicuro respirerai passione (vera) e foraggerai un'attività che ne ha bisogno. Buona giornata.