25/03/14

Il mio primo Radikon


Era il momento giusto. L'ho visto lì, sullo scaffale e l'ho preso. Era il Jakot 2005 del visionario produttore friulano.
E' durato, pochissimo, a casa mia: il tempo di preparare la cena.
E' un Friulano, il vecchio Tocai. In vigna rarissimi trattamenti ma con prodotti naturali e non di sintesi. Altissima densità di impianto, viti stressate che producono poca uva ma di altissima qualità.
Vinificazione con le bucce e macerazione per 40 giorni. Poi 40 mesi in botte. Niente controllo di temperatura, lieviti autoctoni, solo follature e travasi. Il colore è rame. Nessun segno di ossidazione al naso. Quello che ti morde il naso è un mix di fiori ( camomilla, mimosa) e frutta secca (mandorla), disidratata e scorza di agrumi. Se chiudi gli occhi, poi, dopo un paio di ore dall'apertura, arriva la brezza del mare, salata e fresca. Sembra strano a dirsi ma il profumo di questo vino ha un che di amaro, non so come spiegarlo ma è così... Il primo sorso è pazzesco: sapidità alle stelle, un lievissimo tannino e una vena agrumata davvero piacevole. Ritorna la nota amara, quasi di scorzetta di pompelmo e il cervello ti richiama un altro bicchiere e poi un altro ancora. Occhio perchè la bottiglia è da 50 cl e finisce in fretta! Il finale è asciutto ma lunghissimo, con la bocca che schiocca per un bel po', stimolata da quella sapidità fantastica e quella leggera sensazione amara ma accattivante (nonchè tipica dell'uva Tocai)
Lo consiglio agli amanti della tipologia e lo sconsiglio a chi cerca un vino poco cerebrale e "confortevole". Mi raccomando va bevuto a temperatura ambiente!
Hasta.
Bevetelo ascoltandovi questa:

20/02/14

Grillo vs Renzi



Non so che dire.
Da una parte c'è il divertimento di sentire dire in faccia al super-prodigio cose che in molti gli vorremmo dirgli. Dall'altra c'è una perplessità sul portavoce del m5s che da sempre mi accompagna. Perchè lui? Era evidente, l'aveva detto lui stesso, che lì non ci voleva andare perchè nulla gliene fotteva di ciò che gli sarebbe stato detto. Ma non era lì per motivi personali: una parter del movimento ha chiesto il confronto, la maggioranza di quelli che hanno votato il mini referendum sul sito, ma il confronto non c'è stato. La rete, questa volta, non ha contato un cazzo e questo non va bene. 
Chi si è guardato lo streaming dell'incontro, anche questo chiesto per rendere pubblico quello che Renzi voleva dire, l'ha presa in quel posto, sentendo quello che Grillo dice e dice sul blog e non solo. Non vi sembra una farsa?
E' da tempi non sospetti che affermo che Grillo debba mettersi da parte, che il movimento prenda una sua indipendenza, perchè il comico resta il punto debole di un gruppo di persone che sta facendo bene in parlamento ma che ormai viene attaccata solo per le dichiarazioni del portavoce. Non ho capito se sia stato il "web" ad imporgli di andare lui alle consultazioni o se abbia deciso da solo ma nel primo caso bisogna che anche il movimento cominci a scrollarsi di dosso questa figura, importantissima certo, ma che deve rivedere il proprio ruolo nel m5s: la sottana della mamma bisogna mollarla, siamo grandi.
Ieri non mi è piaciuto lo spettacolo dato, per quanto so benissimo che di certo dall'altra parte non sarebbero arrivate chissà quali proposte o novità ma averle sentite e trasmesse avrebbe solo giovato al movimento ed al suo certissimo NO a qualsiasi giochino politico, urlato sì ma solo alla fine di un più equilibrato incontro.
Bisogna rivedere certe cose.
Hasta



25/12/13

Buon Natale

Quest'anno voglio proprio cimentarmi con gli auguri di Natale. Perchè, direte voi? Boh. Forse perchè so che devo andare a dormire, perchè questo Natale devo lavorare ma non ne ho voglia. Forse perchè ogni tanto vanno fatti, forse perchè ho semplicemente voglia di scrivere, in questa mite nottata, appena stanco ma accompagnato dal mio grappino, solo con lumicino dello schermo lcd.
Perciò mando i miei auguri di Natale, la festa della pace e dell'armonia, ai tanti Gesù che ci sono in giro, gente che lotta per amore, che soffre per far star bene gli altri e che, magari, ora si sta facendo un culo quadro mentre noi stronzi ci gongoliamo di fronte a babbi natale ed alberi scintillanti.
Auguri ai miei cari, ancora barcollanti per le botte prese poco più di un anno fa. Auguri al mio Papà, di certo ancora in pensiero per noi, ovunque adesso sia. Auguri a coloro che hanno sofferto, in questo balordo 2013, a quelli che hanno perso qualcosa e lo stanno cercando, a quelli che hanno preso decisioni difficili, hanno lasciato, hanno perso. Buon Natale ai bimbi confusi, ai nuovi innamorati e, perchè no, ai soliti rancorosi. Auguri a quelli che sono partiti, a piedi, in aereo, di testa. Auguri ai matti che, di certo, hanno ragione "ed i pazzi siamo noi". Auguri a quelli che hanno pianto ed ad ogni loro lacrima. A coloro che si sono ritrovati, nel 2013, ed a quelli che hanno capito di essere importanti. Auguri a quelli che dovranno combattere, perchè anche vivere, certe volte, è guerra. Auguri ai nemici bastardi, sordidi e farabutti. Ai mali del corpo e dell'anima: auguri anche a loro perchè sappiano che li odio ma non ne nego l'esistenza. Auguri ai governanti, puttanieri del soldo e suoi schiavi, incapaci di creare salute e ben-essere, attenti a rincorrere il male per fuggire il male, in un girotondo intorno alla loro fossa. Auguri a quelli che arriveranno perchè nascano già forti ed ottimismi, che io non riesco ad esserlo. Auguri a coloro che scappano dai loro paesi, incompresi nel loro dramma di dover lasciare casa per, forse, morire. Buon Natale a quelli che non hanno più un lavoro, dignità calpestata da un sistema che ti abbraccia solo per non cascare. Auguroni al fallimento, di qualsiasi tipo sia, (a parte quelli fraudolenti) perchè sia come il primo respiro di un bimbo, dramma e sofferenza di rinascita.
Auguri a tutti i miei amici, perchè sono parte di me. 
Auguri, non compresi, alle mie gatte, capaci con un gesto di raddrizzarti una giornata storta.
Buon Natale a mia moglie, senza un perchè 'chè sarebbe poco e spazio per mille motivi non ce n'è.
Auguri a chi leggerà, almeno fino a qui, questa pagina di vaccate, perchè la vostra fiducia e pazienza va sottolineata. Buon Natale a chi non c'era ed a chi non ci sarà, a quelli che si accontentano ma che darebbero tutto per un tramonto. 
Auguri ai musici, ai poeti ed ai temerari esploratori dell'essere, perchè continuino il loro difficile percorso. Felice Natale alle passioni, accompagnato da una bestemmia a mezza bocca per quanto stia diventando impossibile coltivarle. 
Auguri a Paolo Conte: "Un'altra vita" è un regalo, non solo per me, tra i più commoventi che qualcuno mi abbia mai fatto.
Auguri al  mio ultimo bicchiere, in questo Natale strambo, passato a cercar di far godere gente che non conosco e che non mi conosce, cercando di allontanare per un attimo le preoccupazioni dalle loro teste, per quanto sia patetico festeggiare a comando. 
Ma, in fondo, chi se ne frega: questa vitaccia nient'altro è che una lunga e noiosa partita a scacchi. Quando è il tuo turno una mossa la devi fare per forza, a volte decisiva a volte, più spesso, d'attesa.
L'ultimo augurio lo voglio mandare a Charlie Parker ( un drugàà degli anni 40...), perchè non smette mai di pizzicarmi il cuore ed il cervello.
Buona notte.







12/12/13

Farewell

Biglietti scritti a penna, passati sotto il banco. Smemorande prestate per qualche giorno e tornate scarabocchiate ma con un breve messaggio, nascosto, che ti rapiva improvviso. Foglietti letti a casa, con calma e frasi pensate ma non troppo. Cuori aperti come in una sala operatoria con ingresso libero. Paura. Piacere. Pulsazioni lente e, poi, velocissime, dopo un rapido pensiero. Le emozioni erano visibili ad occhio nudo: restavano lì, sospese nell'aria. 
Ridere, a 18 anni, ha un altro sapore. 
Gli occhi, poi, non mentono. Dovremmo concentrarci di più su come veniamo guardati: vivremmo meglio. Di certo con più sicurezze. 
Le paure, a quell'età, sono estreme, anche per cazzate colossali.
Anche l'ansia, a 18 anni, ha tutt'altro sapore.
Si fa molta fatica anche se si hanno forze immense. Si sta crescendo nostro malgrado e non ci piace, o forse sì. Con gli anni si diventa cinici, si impara a sopravvivere e a guardarsi dai pericoli e dagli altri. Ci si nasconde dentro sicurezze e frattaglie di esistenza ma non si va avanti, se non con gli anni. Ad un certo punto si decide di buttare l'ancora e fanculo a tutto. 
Non riesco a pensare che non sono più quello che ero ai parchetti vicino alla scuola a fumare MS morbide come una ciminiera parlando del futuro come un'avventura. Non me la sento proprio di negare di essere quello che, sbronzo, scriveva poesie a ragazze sconosciute su tovaglioli di carta, rapito solo dalla bellezza assoluta. Come posso lasciarmi indietro i chili di emozioni sudati chiacchierando con i miei amici veri, gli ettolitri di pessima birra che abbracciavano filosofie di esistenza astruse ed insensate, le lacrime per amori persi per colpa o per destino (cit.), la bellissima musica orribile che usciva in serate psychedeliranti dalle fessure della nostra sala prove. Sembrano deliri di un povero cristo che si è reso conto, all'alba dei quaranta, che ormai è grande, e ci sta che lo siano. Ma cordialmente me ne fotto! Non esiste essere o no grande, non si invecchia: si decide di morire più in fretta. Cosa resta di noi se lasciamo marcire la nostra anima? Bistecche.

Perchè questo post si intitola Farewell? E' una canzone di Francesco Guccini, la colonna sonora dei miei 18 anni ( Guccini, non la canzone...). E poi un sogno che ho fatto stanotte. Ed infine una riflessione sull'amore. La canzone è legata col filo di ferro e con il rammarico ad una persona che ha provato ad entrare nella mia vita ma ho respinto e perso e di questa cosa me ne sono da sempre pentito. Il suo viso mentre mi canta in faccia questa canzone ancora mi scuote e mi fa sorridere amaro. L'ho risognata e, come una fotografia sbiadita, mi è riapparso un mondo di emozioni e pelle, di sguardi e parole, di poesia e di mani che ti rivoltano lo stomaco ed ho riprovato una emozione da diciottenne che mi ha scosso. 
La riflessione sull'amore è stata conseguente ad una domanda che spesso ci si fa: l'amore ha una sola faccia? Ma non diciamo cazzate!
Io ho da sempre amato una quantità esagerata di cose e persone. Decine di donne che tuttora amo, amici per cui darei la vita, tramonti e momenti vissuti, oggetti, vini, piatti, quadri, poesie, libri e soprattutto mia moglie. Amare è gratis, amici miei, ed è bello. La vera stronzata e tenerselo per sè o nasconderselo.
Hasta




14/11/13

Le squilline

L'Italia si scandalizza. L'Italia si infuria. L'Italia urla il suo disappunto. L'Italia, però, non si ferma a riflettere e fugge la propria immagine allo specchio.

Il fatto che ci siano ragazzine che la danno via per soldi, facilmente, o che aprano atelier del sesso nei cessi del liceo facendosi pagare a ricariche del telefonino non è drammatico per il fatto che siano minorenni. Quando ero bimbo io, parlo di 9/10 anni c'erano già bimbe che facevano all'amore, con altri bimbi ma lo facevano in nome della ingenua libidine e della voglia di essere già grandi ( nonchè della gloria di averlo già fatto a quell'età e di vantarsene con gli amici). Quello che mi fa riflettere e mi lascia basito è che ora l'essere puttana sta diventando un lato del carattere, non una professione scelta per esigenza o per vocazione. Il sesso ha perso le sue due caratteristiche essenziali e cioè quella di essere legata o all'amore o alla trasgressione. Di questi tempi fare un pompino è come bersi una birra. Andare a letto con qualcuno è come andare una sera in pizzeria. Soprattutto, poi, è diventato un modo per fare soldi facili. Una ragazzina ( ovviamente si parla di una piccolissima parte...) che vuole arrotondare un po' la paghetta che gli danno i genitori al sabato, non pensa di dare ripetizioni o di fare la baby-sitter ma decide di vendersi
Come siamo arrivati a questo? Perchè nessuno assegna le colpe a chi davvero le ha? 
Non pensate che il sesso venga affrontato nei media con troppa superficialità? Non vi siete rotti un po' le palle che in ogni cacchio di film ci debba essere una scena hot, spesso dopo 5 minuti che i due protagonisti si sono conosciuti? Nessuno pensa che avere scelto persone che ci rappresentano che vanno a bagasce, a trans, che sniffano, che pigliano mazzette, che fanno la bella vita, che entrano in lista elettorale in base alle misure o alla disponibilità a farsi cavalcare, che rubano, che dicono A e fanno B, che insultano l'avversario e poi ci vanno a cena, che guadagnano un sacco di soldi e ci fanno vivere con niente, che ci prendono tutti i santi giorni per il culo, che, dopo essere stati condannati, la passano liscia, che ostentano la loro sessualità anche in ambiti dove non è necessario, che si riempiono di silicone per sembrare belle ma tutte, o quasi, finiscono per avere labbra da bocchinare che sono tutto fuorchè belle o giovanili, possa essere la causa di tutto ciò?
Perchè l'Italietta si concentra sullo spacciatore albanese o rumeno o sul pappa scaricandogli addosso tutte le colpe e non pensa che, in realtà, è tutta colpa sua? Questi sono alcuni dei nostri figli, figli di tutti noi, ma ce ne fottiamo di loro, se non per sfruttarne l'appetibilità come notizia. Una volta finita la notizia queste ragazze torneranno in famiglia, dove di certo non si è lavorato bene quanto a valori insegnati, e non ce ne cureremo più. Magari finiranno nelle mani di qualche terapeuta incapace, e ce ne sono davvero tanti, troppi, che farà più danni che altro e le cittine non capiranno più quanto sia importante vivere seguendo dei valori, quelli che da sempre ci sono, anche se nessuno gliene parla più, anche a costo di affrontare sacrifici e di rinunciare a qualcosa. 
Penso a quanto sia duro raggiungere la cima di una montagna scalandola, passo dopo passo, con sudore e fatica e a quanto possa essere facile arrivarci con l'elicottero. Non devo nemmeno concentrarmi per sentire il sapore dolce ed appagante della prima strada contro l'odore di gasolio e l'amarezza, per quanto nascosta, dell'essermi fatto portare sù. Anche se sembra non sarà mai lo stesso panorama.
Meditate gente, meditate!
Hasta


21/10/13

Improvvisazione strampalata su un tappeto Jarretiano

 


Bianco, bianco bianconerobiancobianco.
Tum. Tusccc.Tutum.
Vibrato, walking. Tre note. Più tre.


Sol


Tumtutum.Tusccc
Ecco parte. Sale il ritmo e la mia mano si muove veloce. Tasti, tanti. Pidù. Pidù.


Il mignolo cede. Il sinistro. Sempre un po'. Un trillo. Jazz!


Quel dannato basso fila via dritto (e storto). Dum Dum Dum. Didò.


Guardami, Rocco. Stop. Riprendi lento ( e veloce). TapumTapum. Tuscc Tuscc.


Ah! Spingo il tasto ( solo il nero. Fa#, per l'appunto). Forte . Assolo. Guardo nel mezzo. Nero e bianco. Nè destra né sinistra. Nel mezzo.
Guardo Rocco. Solo dopo. Eccolo! Rulla rirulla e splash.
Devo telefonarle, mi aspetta. La sua bocca, così dolce.
Tapum.
Labbra serrate, incazzate. Mi terrà il muso.
Splasc.
Tocca a me. Ribalto, rigiro, suono ( forse no!). Dieci note. Insieme. Bum ( armonia in accordi dissonanti). I bassi. Cazzo, occhio ai bassi! La sinistra, diceva Maestro Casolari.
Ecco che arriva. Ora siamo insieme: il punto è arrivato. Non si corre ( si passeggia? Suonando?). Insieme. Il punto. Vibrazione che non capirete mai ma la state sentendo. Dentro. ( Chissà se fuori...) TapumTa tatata splasc. Lacrima. Non la so trattenere.
Fsccccccccccccccc
Fsccccccccccccccc
Jazz!
Adoro questa fase. Spazzole e rullante. Prato d'erba, toccata con piedi scalzi. E mani.
Come farò a spiegarle, pum tatà, di noi, trillo, scalettina. Diminuito. Uh! Tipidò tatà.
Le mani. Domani si vedrà, ora godi. La testa mi dondola, sugiùsugiù. Ale si ferma. Riparte. Ride il grullo, poi rimacina. E giù. Solo di Ale. Stop. Sua maestà il contrabbasso. Grasso e veloce (funzionerà?) Pancia solsolfasolsolmimidosi. (Perchè si chiudono gli occhi sugli assoli di contrabbasso? )
Tocca a me. Da qui. Tac tac tac nerobianco nero nero. Ruota, mare fontanella splasc. Freddo Trillo.
Walking.
Rocco. Pelle e legno.Tapum pum tà. Sudore liquido ( come sennò?) e vortici di arti .
Torniamo insieme, sulla rullata. Cerchiamo il punto, di nuovo. Schiaffi l'un l'altro per cercarsi. Occhi. Spalle. La bocca si piega in giù. Arriva. Il punto. Di nuovo. Tutti sù e calore intorno. Tema e finale.
Applausi di tre mani.
Una alla volta.
Ovviamente.

04/10/13

Eroi



Chi ama il basket avrà visto almeno una volta le immagini di quella storica partita.
E' stato lo schiaffo più grosso dato agli spocchiosi Usa nello sport nel quale sono stati e probabilmente saranno sempre i più forti. Ma quel giorno, per il resto del mondo (e per le case del popolo di tutta Italia in particolare) è stato un momento unico e di certo il giorno 1 della consapevolezza che il sogno di battere gli Usa si può e deve inseguire, così come tutti i sogni in ogni ambito della vitaccia che proviamo a vivere. 
Nel 1972 il solo pensiero che ragazzotti della provincia italiana saltassero a canestro gomito a gomito coi colossi della Nba, che mettessero in faccia al centro dei Knicks un canestro o schiacciassero sul parquet del Boston Garden era cosa da scoppiare a ridere. Ora succede. Secondo me succede anche grazie a quella partita di Monaco del 1972 dove Sergej Belov realizzava 20 dei 51 punti dell'URSS che si prendeva di forza la medaglia d'oro olimpica con quel canestro all'ultimo secondo che rappresenta la grande bellezza di questo splendido sport.
Sergej è morto, purtroppo, ma resta per tutti gli amanti della pallacanestro un eroe.
Hasta

24/07/13

Difficile

Qualche tempo fa, nella trasmissione televisiva di Fabio Fazio, appariva Ivano Fossati che, in pratica, salutava tutti e lasciava il mondo della musica ( almeno quella di cantante). Cantò, anche, quella sera, toccando corde profonde dell'anima come bene sa fare, sull'onda del saluto di chi parte per un lunghissimo viaggio. Parlò, poi, ed in particolare disse alcune cose sul linguaggio di questi tempi, sui veicoli che lo trasportano e sulle cose che vengono dette.
Il succo era:" Ora, grazie a piattaforme come facebook, twitter & co. la gente sente il dovere di dire per forza qualcosa, quasi il silenzio li spaventasse o li annullasse, per cui vengono dette un sacco di cose inutili. La gente ha bisogno di essere rieducata al silenzio, se non si ha nulla da dire."
Cito Nanni Moretti, anche se il riferimento era diverso:" Le parole sono importanti!!!"
Non nego che la cosa mi ha colpito ed ha innescato una serie di riflessioni su linguaggio e paure inculcateci dal sistema che vi risparmio ( in fondo vi voglio bene...)
Tutto questo lo dico per giustificare la mia latitanza dal blog. Ovviamente, oltre a questo c'è il fatto che il mio nuovo lavoro mi regala mqttinbe libere e non più serate ed al mattino si è meno portati alle riflessioni filosofiche o al mondo del web. Dormo o faccio il giardiniere, in genere, attività molto meno "maledette" del blogger notturno incazzoso. Ma c'è solo da abituarsi ai nuovi ritmi ed orari.
Resta bello, però, tuffarsi di tanto in tanto nei blog che seguo da tanto tempo e scoprire che, a differenza di facebook, regno dello sparlare inutile, resta un mondo in cui si dicono cose che vanno dette, che hanno un peso, sia esso leggero e scanzonato, sia terribile e pesante.
E' per questo che resto affezionato a questo mondo e mi allontano sempre più da quello dei social, tendenzialmente legati ad una idea di te come essere solo e bisognoso di attenzioni, piccolo cagnetto abbandonato ed alla ricerca della ciotola e di qualche carezzina e per questo disposto a regalarti a chiunque abbia bisogno di informazioni, la vera droga di questi tempi.
Vi linko, di nuovo, una canzone di Ivano Fossati che mi riporta a quella sera in cui lo abbiamo salutato tutti, per fortuna non a causa di brutte cose ma per un buen ritiro, coccolato dal suono del mare, dalla musica lieve di un silenzio e dall'abbraccio del tepore di un sole primaverile.
Noi, poi, ci sentiamo presto.
Hasta


23/05/13

Don Gallo ci ha lasciati




Questo mondo perde un grande uomo.
La chiesa perde un grande prete.
La gente perde un amico.
Mi dispiace davvero perchè mi piaceva tanto.
Mannaggia!
Hasta



11/05/13

Manifestazioni e tristezza

Un tempo, quando frequentavo il liceo classico, ci si trovava spesso di fronte al dilemma: visto che oggi c'è manifestazione che facciamo? Entriamo, si va al biliardo o si va in manifestazione? A dire il vero di manifestazioni ne ho viste poche, un po' perchè avevo il gene del coglioncello 17enne, un po' perchè il 90% delle manifestazioni erano indette per motivi futili o erano atti che non servivano ad una cippa.
Ero diventato, però, bravino a biliardo. Parlo, ovviamente, di quello all'italiana, non la tamarrata americana del pool!
Aldilà di questo, però, mi è capitato diverse volte di entrare in classe, invece di "manifestare" per cazzate tipo " solidarietà al popolo palestinese, che ho ma che in piazza mi serve a poco ( tutti al bar a bere birra e panini azzimi...).
Il fatto è che uno deve crederci a ciò per cui scende in piazza e, poi, deve ritenere che il suo gesto serva a smuovere qualcosa o qualcuno. Scendere in piazza contro le rappresaglie fiscali di uno stato che si è mangiato tutto ha un senso. Scendere in piazza per dimostrare che in tanti odiamo le mafie ha una sua logica, seppur dimostrativa ( le mafie se ne fottono delle manifestazioni...). Mi seguite?
Ora: quei dementi che scenderanno in piazza per solidarietà al signor B., condannato in secondo grado, indagato e sotto processo per altre cose, sputtanato dalla moglie stessa per i festini con le troiette, condonato per reati commessi etc etc, perchè lo fanno? Che cosa vogliono dimostrare? Protestano perchè " cazzo: in questo paese non si può nemmeno più corrompere!!" ?
Ma mentre sono lì sanno cosa stanno facendo?
Mah!
Un consiglio glielo darei sul serio, con tutto il mio cuore: andate in sala biliardo con tre amici e fatevi un doppio "chi perde paga", compreso il bianchetto delle 12.00. 
Senno' state a casa con i vostri compagni/e, fate del sano sesso, una bella mangiata ed una passeggiata per il centro o, meglio, in campagna, e mandate affanculo quelli che vi utilizzano come soldatini di plastica per i loro giochetti patetici.
Hasta


02/05/13

Ponte di Toi di Stefano Legnani

Gran bel vino.
Il vitigno è il vermentino. La zona di produzione è nel comune di Sarzana, provincia di La Spezia. E' un vino naturale. Fermentazione sulle bucce per una settimana, poi decantazione delle fecce fini. Niente filtrazione. Dimenticatevi, quindi, il paglierino scarico ed il bouquet lieve di fiori e frutta bianca e lasciatevi coinvolgere dal torbido dorato e da spruzzi salini, di macchia e di spezie orientali.
Solforosa usata solo in deraspatura. In vigna approccio rispettoso dell'ambiente ed uso solo di penta idrato di rame e solo se serve. Si produce da sè il compost ed il cippato.
Il produttore è di una cordialità commovente e di una simpatia contagiosa.
Vino dotato di grandissima bevibilità, con sapidità "marina". Il colore è l'oro. Ho provato tre annate: 2009, 2011 e 2012. Tutte diverse ma tutte legate da una verticalità fantastica per un vino di questa fascia di prezzo ( sui 12 euro ). Attualmente la 2011 è splendida, la 2009 più timida e la 2012 esuberante nel suo frutto ma ancora acerba ( dal potenziale, però, pazzesco).
Una cosa davvero unica di questi vini è che, e non scherzo, cambiano notevolmente dalla parte alta della bottiglia alla parte bassa ( ancor di più nell'altro vino aziendale, più estremo, il Loup Garou), tanto che si potrebbero accostare a piatti diversi! Lasciato, poi nel bicchiere e persa la lieve nota ridotta iniziale si apre a profumi cangianti e intensi.
Consigliatissimo, anche se, ahimè, è un vino davvero introvabile, vista l'esigua produzione ( circa 4000 bottiglie) e la forte richiesta, anche dall'estero.
 Hasta

13/04/13

Ce l'hanno fatta

Infostrada, un po' come il neo-eletto parlamento se l'è presa più che comoda ma alla fine mi ha attaccato questa sacrosanta ADSL! Speriamo che i 4 compari laggiù a Roma si decidano a prendere l'unica decisione possibile: un governo traghetto, concentrato su quelle poche ma sostanziali questioni da risolvere urgentemente ( lavoro, riforma elettorale, economia, ...), unito nel vero bene del paese, che ci accompagni verso nuove elezioni in inverno con risultati, però, sul piano sociale e sulla tenuta dei mercati. Poi saremo di nuovo noi a decidere ( e questo resta il vero dramma!!!). Abbiamo dimostrato una volta ancora che siamo un popolo di coglioni, ottimamente rappresentato nei palazzi romani.
Aldilà della confusione del Movimento 5 stelle, in cui, ahimè, la presenza di Beppe Grillo si fa sempre più opprimente, ed all'interno del quale temo manchi un vero dibattito sulla struttura del movimento stesso che mi appare carente di un vero "scheletro" che tenga tutto insieme, continuo a credere che il vero casino sia successo con le primarie del Pd. La scelta autolesionistica di candidare la vecchia guardia del partito, sempre perdente contro il centrodestra di Belusconi ha persino ringalluzzito il signor B. che, ovviamente, ha fatto il miracolo. Se le elezioni si fossero svolte un mese dopo il Pdl sarebbe al governo senza se e senza ma! Si era persino messo da parte... Vabbè.
Resto ancora simpatizzante per il Mov 5 stelle ma le perplessità sulla tenuta politica nazionale di un movimento che doveva cambiare le cose dal basso continuano. Sapere quei ragazzi dentro i palazzi mi conforta perchè servono da controllori ma paradossalmente sarebbe stato meglio se il 5% dei loro voti fosse finito al Pd: avrebbero fatto una gran lotta in opposizione e piazzato gente nei luoghi chiave a garanzia di moralità e tutela dei cittadini ed il paese avrebbe avuto un governo. Meglio, ovviamente, sarebbe stato se avessero vinto loro le elezioni ma questo è un altro discorso.
Staremo a vedere.

Intanto io ho cambiato un po' di cosine, nella mia vita e sono contento. Casa, lavoro, mezzo di locomozione, orari, panorama dalla finestra. Ed ho anche un giardino tutto mio, anche se ancora incasinatissimo!
Le brutte cose successe mi hanno scolpito dentro quanto contino, in questa vita, le persone ed il tempo. E da queste cose ho voluto iniziare questa nuova fase della mia vita e le sfide che voglio affrontare.
Staremo, anche qui, a vedere.

Hasta


06/03/13

Latito

Latito, latito ma torneró.
E' che infostrada e telecom non mi danno l'adsl da due mesi e mezzo, ormai e con il telefonino, vome in questo caso, è uno sbattimento notevole. Se aggiungete che ho cambiato casa, lavoro, mezzo di trasporto, pettinatura... avete il quadro della situazione. Vi penso sempre, comunque.
Ah, tanto per la cronaca: il mio cambio di lavoro nulla ha a che fare con le scelte di Benedetto sedici!
A presto.
Hasta

09/01/13

eh....

..lo so che latito ma sto organizzando un trasloco, sto provando ad iniziare con un nuovo lavoro, sto dormendo un po', finalmente, sto guardando con intensirtà tutta la seconda serie del Trono di spade e faccio la ginkana tra scatoloni e le mie gatte sclerate per uno stress che non tollerano.
Tanto a tenervi compagnia c'è il signor ( signor?) B, ovunque e per quantunque, con le sue simpatiche gags e le battute ( perchè, voi non lo sapete, è ironia futuristica minkiatroppoavanti), altro che Gino Bramieri.
...Che compagnia, no?

Hasta.


22/12/12

Degli auguri vanno fatti!


Visto che il mondo non è finito, almeno ai miei pochissimi ma splendidi lettori e a quelli che cercando su google cose strane ( tipo: "Immagini di corse di montagna bianco e nero" o "Calcolatrice da mettere su internet grande", o, peggio,"In macchina pipi' in bottiglia": vi giuro sono vere!) sono arrivati qui, li devo. 
Vi auguro di raggiungere le vette che sognate di scalare, di incontrare persone che vi regalino un sorriso e due care parole prima di qualsiasi altra cosa, di vivere in serenità e di godervi i vostri cari anche lontani dalle feste. Vi auguro di trovare sempre una lucina nei vostri occhi, davanti allo specchio e di non volervi male, anche se avete fatto una cazzata. Vi chiedo di gettare lontano le zavorre che vi legano come catene alla terra e al bisogno e di ricominciare a guardare il cielo e a sognare.
So che vi si stanno cariando i denti ma chi se ne frega, dovranno pur mangiare i dentisti?( ...)
Un abbraccio a tutti ma non proprio tuttitutti, perchè ci sono delle merde cui auguro altre cose ( i dettagli sarà meglio affrontarli lontano dal Natale...).
Un augurio speciale è per mia madre, cui la vicinanza dei figli riuscirà, temo, poco a nascondere quel vuoto che sta provando, piccola grande creatura: resisti!
Infine un augurio a mia moglie, per l'ennesimo salto che stiamo per affrontare, per mia grande fortuna, ancora insieme e alle mie gatte perchè so quanto sia terribile un trasloco per loro ( ce la farete ancora, piccine!).
Hasta



Come canzone vi tocca questa, perchè, per me, non è Natale senza il vecchio Frank!