16/02/11

Osteria Borgo Marturi Poggibonsi


Dopo l'anteprima della Vernaccia di San Gimignano ci siamo rifugiati in questo piccolo ristorante, attratti, tra le altre cose, dal fatto, per me positivo, che non ci fossero salamelecchi per la serata di San Valentino ma che tutto fosse come una serata normale. L'atmosfera la fanno le persone, non gli appuntamenti scadenziati!
La sala è semplice ed accogliente, senza eccessive ruffianerie.
Il servizio discreto e semplice anch'esso. Qualità, questa, non più così ovvia nei ristoranti.
Ci sdiamo, un po' come sempre, e questa volta la scusa ufficiale è che dobbiamo smaltire il troppo vino che abbiamo in corpo ( cosa, tra l'altro, verissima).
Antipasto fantasia della cucina, consistente in: sformatino di carote e cumino, crostino di pane nero con salsiccia e stracchino, crostino di fegatini, cipolle caramellate con aceto di lamponi e gorgonzola, zuppa di porri ed emmental, gota bollita con insalatina estiva/invernale ( peperone e cavolfiore). Porzioncine mognon tutte molto gustose, in particolare le cipolline, strepitose nel contrasto col gorgonzola piccantino.
Primi: tagliatelle zafferano, salsiccia e papavero, con una cipolletta gustosa. Maccheroni con ragù di lingua e funghi porcini, saporitissimi e straconsigliati! A breve li rifarò a casa...
Secondo vegetariano per la mia signora consistente in cacio, ceci all'olio e verze stufate alla birra.
Io, letto sul menù stinco al forno, non ho resistito che un decimo di secondo. Era servito con le stesse verze stufate. Ottimo anche se con un pochino troppo aglio.
Niente dolce, stavolta:caffè e fora di' ball!
Il vino che abbiamo bevuto è decisamente strepitoso. L'avevo a suo tempo provato ma ho realmente capito quanto, certi vini, un po' come diceva Mario Soldati, vanno degustati a tavola.
E' stata una goduria! Col tempo, poi,è cresciuto, grazie all'ossigenazione e gli ultimi bicchieri davano quella lieve malinconia delle vacanze finite: da ribere con la bottiglia di scorta!
Ah dimenticavo di dirvi di che si tratta: Chianti Classico Le Trame 2006 di Le Boncie. Rubino carico e luminoso. Il naso ti pizzica, ti colpèisce nel profondo, attivandoti la salivazione in attesa di quello che sarà: intensità e un pout pourri di fiori e frutta, spezie, liquirizia, confettura di amarene. Tannini ancora imponenti ( cosa diventerà fra una decina d'anni!), acidità perfetta, sapido, succoso e davvero appagante. Lunghissimo il finale, ancora concentrato sul frutto. Davvero buono. Unico neo è che avessi aperto un'annata più datata, chessò, un vino con una decina o più d'anni, la goduria sarebbe stata di certo spropositata.
Appunto mentale: cercarne una bottiglia datata.
E' un vino, praticamente naturale, ed al ristorante abbiamo pagato 26 euro, quindi con un ricarico onesto.
Il ristorante è consigliato, anche se il conto non sarà da osteria. La carta dei vini è interessante, con ampio spazio dedicato alle etichette biologiche e naturali.
Hasta.

Alanis Morisette - joining you

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